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comune del pòpolo

organizzazione costitutiva della realtà rurale cinese sino agli inizi degli anni Ottanta del Novecento. Le comuni del popolo furono create nel 1958, frutto della mobilitazione per il “grande balzo in avanti” e con forti contenuti egualitari. Nate con compiti polifunzionali (direzione e organizzazione amministrativa e produttiva, creazione e gestione dei servizi educativi, sanitari, ecc.), nel corso degli anni, con l'introduzione di nuove strutture intermedie (squadre e brigate), esse assunsero sempre più un ruolo di carattere generale e di coordinamento (creazione di servizi, opere idrauliche, industrie, ecc.). Rafforzatesi durante il periodo della “Rivoluzione culturale”, le comuni del popolo rimanevano legate a una concezione produttiva completamente sganciata dal mercato: raggiungimento dell'autosufficienza e consegna delle eccedenze allo Stato. Le modificazioni nella politica cinese alla morte di Mao Tse-tung (1976), con l'affermarsi della linea della “modernizzazione”, non potevano che mettere in crisi queste strutture basate su un'etica egualitaria e nel 1982 le comuni del popolo, come cellule di base della società cinese, erano ormai completamente smantellate. § Per estensione, lo stesso termine è in uso nei Paesi occidentali a definire quei nuclei di persone che scelgono la vita associata con beni, servizi e ideologie politiche comuni.

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