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conìglio

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Lessico

sm. (f. -a) [sec. XIII; latino cunicŭlus].

1) Mammifero (Oryctolagus cuniculus) lagomorfo della famiglia Leporidi originario dell'Europa meridionale e della regione mediterranea dell'Africa settentrionale, poi diffuso a opera dell'uomo in gran parte del mondo.

2) Fig., con rif. alla ben nota timidezza del coniglio, persona timida, paurosa e vile: è proprio un coniglio.

3) Sf., con rif. alla prolificità del coniglio, donna molto prolifica.

4) Coniglio coda di cotone, nome comune di Mammiferi Lagomorfi appartenenti al genere Sylvilagus.

Zoologia

Il coniglio ha manto di color bruno chiaro frammisto a rossastro o grigio con peli neri. È lungo 35-45 cm, più 4-8 di coda e pesa da 1,3 a 2,2 kg. Di costumi prevalentemente crepuscolari e gregari; frequenta terreni di pianura e di collina, di norma asciutti e sabbiosi, con macchie, cespugli, ecc. (di solito non supera i 500 m); può abitare anche in boschi di Conifere.

Etologia

Animale di indole mite e privo di armi, il coniglio selvatico basa la sua difesa dai predatori essenzialmente sulla velocità nella fuga, sulla utilizzazione di ricoveri sotterranei e su una grande prolificità. Principali predatori sono una quantità di Uccelli rapaci (diurni e notturni), Canidi, Felidi, Mustelidi e Rettili. I conigli sono esclusivamente vegetariani e consumatori di erbe, foglie, cortecce, frutta e bacche. Il cibo viene digerito in due tempi: in un primo tempo la digestione è solo parziale e le feci che vengono espulse, umide e di forma sferica, contengono ancora quantità considerevoli di sostanze proteiche oltre a una ricca flora batterica e a un complemento di vitamina B, prodotta dagli stessi batteri. Emesse periodicamente, queste pseudo-feci vengono di nuovo ingerite (ciecotrofia) e le sostanze in esse contenute utilizzate appieno. I conigli giovani assumono queste pseudo-feci appena deposte dalla madre, ottenendo così una dotazione di batteri intestinali senza la quale la fisiologia della digestione, profondamente alterata, può portarli alla morte. I conigli scavano sistemi di gallerie sotterranee il cui sviluppo è talvolta imponente, con numerose entrate, incroci e camere al termine di bracci laterali e tane a fondo cieco. Le gallerie vengono ampliate ed estese di generazione in generazione. Mite con i predatori, il coniglio è molto aggressivo con i conspecifici: organizzato gerarchicamente mostra uno spiccato comportamento territoriale. I contendenti per le posizioni gerarchiche elevate lottano a morsi, diretti talvolta ai testicoli, e si marcano reciprocamente di urina. Il vincitore acquista il dominio su un'area che contiene una certa estensione dei sistemi di gallerie e sulle femmine che vi abitano. Le lotte si riaccendono periodicamente all'inizio di ciascuna stagione riproduttiva. L'area difesa viene marcata in tutta la sua estensione soprattutto dai maschi, col secreto di ghiandole anali e inguinali, ma in alcuni punti particolari anche con il secreto di ghiandole situate nella parte bassa della mandibola, che viene strofinata su rametti di cespugli o alla base di alberi. Fra i maschi, marcano il territorio più assiduamente quelli di rango più elevato, che si mostrano ancora più attivi nel periodo degli accoppiamenti. Una marcatura particolare, per mezzo di un getto di urina, viene anche effettuata sulle femmine e sui giovani, che in questo modo acquistano un odore comune e quindi sono identificati come “proprietà” del maschio. Nel branco che pascola, alcuni individui possono fungere da sentinella, segnalando un pericolo con un caratteristico e contemporaneo scalciare delle zampe posteriori sul terreno. Sebbene il peso dei colpi non sia elevato, il suono probabilmente viene amplificato dal sistema di gallerie sotterranee e si trasmette a distanza considerevole, inducendo alla fuga immediata tutto il branco. Raramente i conigli emettono vocalizzazioni; acute grida sonore quando sono catturati da un predatore e sommessi borbottii durante l'accoppiamento o l'allattamento. Il grido dell'animale catturato ha probabilmente una funzione di allarme, ma sembra che attiri anche altri predatori sicché, forse non a caso, viene emesso solo in situazioni estreme. Le altre vocalizzazioni contengono probabilmente elementi di comunicazione con il partner e i piccoli. Durante il corteggiamento, il maschio insegue a lungo la femmina alla distanza di qualche metro e quando essa si ferma il maschio si esibisce con un'andatura caratteristica, il corpo arcuato, le zampe posteriori tese e la coda rovesciata sul groppone a mostrare la superficie inferiore bianchissima. Con questa andatura rigida il maschio si allontana di qualche passo dalla femmina, volgendole il posteriore, poi le si avvicina di nuovo e ripete alcune volte la parata. Se la femmina resta immobile, mostrando di accettare l'interesse del maschio, questo a un tratto, tornato presso di lei, la marca con un getto di urina, il che equivale a prenderne possesso. In una fase successiva del corteggiamento ambedue i partners si lisciano e si leccano reciprocamente il muso e la testa, poi il maschio esegue la monta. Pare che l'ovulazione abbia luogo come conseguenza dell'accoppiamento e le femmine che non riescono ad accoppiarsi restano recettive per quasi un mese. Le femmine, fatto non frequente fra i Mammiferi, accettano il maschio anche durante la gestazione e nei periodi infecondi e questo suggerisce che probabilmente l'accoppiamento ha nel coniglio una funzione sociale oltre che sessuale. Il periodo delle nascite si estende fra marzo e settembre quando, dopo trenta-quaranta giorni di gestazione, di notte la femmina partorisce da quattro a otto cuccioli e oltre. Le femmine di alto rango utilizzano per il parto e l'allevamento le tane collegate ai sistemi di gallerie principali, che sono precluse a quelle di rango inferiore; queste scavano gallerie separate dai sistemi di gallerie principali, profonde circa un metro e terminanti con una singola camera. Le tane vengono foderate con erba secca e peli della stessa madre e sono tenute molto pulite. I cuccioli sono lasciati presto soli e la madre li visita una volta al giorno per una singola poppata. Le femmine che utilizzano tane separate chiudono e mascherano accuratamente l'imboccatura ogni volta che escono, lasciando solo una piccola apertura per il passaggio dell'aria. Queste tane sono più facilmente devastate dai predatori, ma sembrano meglio protette da occasionali allagamenti. Le varie figliate della stessa stagione sono normalmente allattate per ca. un mese (se al termine di questo periodo la femmina partorisce di nuovo), altrimenti anche per due mesi. I conigli raggiungono la maturità a circa otto mesi e se ne hanno l'opportunità si riproducono l'anno successivo.

Zootecnia

L'allevamento del coniglio, già legato a vecchi schemi di tipo familiare e rurale, ha subito una radicale trasformazione in virtù di metodi di riproduzione e alimentazione innovativi. Animale caratterizzato da grande prolificità e da un breve ciclo biologico (la coniglia partorisce da due fino a 12 piccoli a volta) e inoltre dal fatto che in poco tempo raggiunge un buon incremento ponderale, il coniglio viene allevato soprattutto per il valore della carne bianca, un po' asciutta ma delicata e facilmente digeribile (tra le molte preparazioni: coniglio alla cacciatora, in porchetta, farcito) e secondariamente per la pelliccia, più comunemente chiamata con il corrispondente nome francese di lapin, non molto resistente ma morbida e di gradevole effetto anche perché si presta a varie colorazioni, e i sottoprodotti: il pelo (usato in mischia con la lana e nella fabbricazione di cappelli pregiati), la colla ottenuta con i ritagli di pelli e il letame. Si deve ricordare inoltre che il coniglio ha grande importanza quale animale da laboratorio, essendo utilizzato per ricerche batteriologiche, biologiche, farmacologiche, fisiologiche e genetiche. Il coniglio domestico discende dall'Oryctolagus cuniculus addomesticato dai Romani. Nell'allevamento si deve tener conto se si tratta di soggetti selvatici, semiselvatici o domestici. Il coniglio selvatico è allevato con sistema brado, libero di nutrirsi e riprodursi; quello semiselvatico vive in libertà in ampie zone chiuse da recinti dove esistono garenne, cioè tane naturali o artificiali, e si alimenta con le risorse foraggere della zona. Quello domestico necessita di conigliere costruite con criteri particolari e disposte in ricoveri che devono essere dotati di buona aerazione e illuminazione, collocamento in zone tranquille e orientamento a seconda dei climi, in quanto il coniglio è molto sensibile sia al caldo sia al freddo. Le tecnologie più avanzate sono basate su una scrupolosa igiene e su un'alimentazione controllata e bilanciata. Per l'applicazione dell'igiene è necessario avere un'attrezzatura di gabbie, la cui pulizia, disinfestazione, disinfezione sia facilmente eseguibile senza compromettere la vita dell'animale o la sua produzione. A questo scopo sono state adottate conigliere in ferro zincato o in acciaio a più scomparti, in cui sono rispettate le aree necessarie alla vita dell'animale o degli animali, e che permettono all'allevatore di presiedere agli accoppiamenti. Ogni scomparto è provvisto di beverino, di materiale lavabile e disinfettabile e di rastrelliera e mangiatoia che possa contenere mangimi sfusi o in pellets. Il maschio sarà adibito alla riproduzione all'età di 10-12 mesi, mentre la femmina può essere fecondata dagli 8 ai 12 mesi a seconda delle razze. Dagli animali produttori di carne vengono escluse le razze pesanti e favorite quelle razze a sviluppo precoce, che possono raggiungere i 3 kg in breve tempo (100-120 giorni). Le femmine possono partorire in un anno 4-6 volte, hanno una gestazione di 30-31 giorni. L'allattamento deve durare meno di 40 giorni. Dopo 10-15 giorni dallo svezzamento dei piccoli, alla comparsa del calore la femmina è pronta per una nuova fecondazione. Le razze possono essere divise in: razze da carne (gigante di Fiandra, gigante di Normandia, bleu di Beveren , fulvo di Borgogna, bellier inglese e di Normandia e il coniglio comune); razze da pelliccia (argentata, Himalaya, cincillà, nero e fuoco, rex e polacca); da pelo (Angora) per la confezione di tessuti. § Le principali malattie che colpiscono i conigli sono la coccidiosi (dovuta a un parassita dell'apparato digerente), la mixomatosi e la pasteurellosi.