Questo sito contribuisce alla audience di

conòide

Guarda l'indice

Lessico

sm. [sec. XVII; da cono+ -oide].

1) In geometria, superficie rigata costituita dall'insieme delle rette (generatrici) passanti per una curva data, detta direttrice, e per due rette sghembe tra loro; nel caso in cui una di queste ultime sia all'infinito, il conoide è detto a piano direttore in quanto tutte le generatrici sono parallele ai piani a cui appartiene quella retta all'infinito; nel caso particolare in cui una delle direttrici rettilinee sia perpendicolare a tale piano, il conoide è detto retto. Sono conoidi con tre direttrici rettilinee le quadriche rigate, mentre non lo sono, per esempio, il paraboloide e l'iperboloide di rotazione.

2) In geomorfologia, di deiezione o alluvionale, deposito fluviale accumulato in corrispondenza dello sbocco di un affluente nella valle principale o, più generalmente, del passaggio di un corso d'acqua da una zona montuosa a una pianeggiante.

3) In orologeria, sinonimo di fuso.

Geomorfologia: conoide di deiezione

Nel caso dello sbocco di un affluente nella valle principale, la genesi del conoide è subordinata all'incapacità del collettore principale di disperdere i materiali che vengono scaricati nel suo alveo. Detti depositi presentano una particolare forma a semicono, paragonabile a quella di un ventaglio aperto in corrispondenza dello sbocco della valle e con il perno appoggiato all'interno della valle stessa . La loro formazione è dovuta ai continui spostamenti laterali della corrente – spostamenti che avvengono secondo le varie generatrici del cono – a seguito del progressivo innalzamento dell'alveo per accumulo (deiezione) dei depositi. Tali deviazioni laterali della corrente vengono di volta in volta interrotte quando la corrente stessa, nella zona apicale del conoide, finisce contro una delle sponde rocciose. È attraverso questo moto pendolare della corrente che i conoidi crescono e si sviluppano, acquistando anche una più o meno marcata convessità verso l'alto. Il loro instaurarsi, se trattasi di conoidi relativi ad affluenti, provoca quasi sempre lo spostamento dell'alveo del collettore verso la sponda opposta, quando non si giunga a una vera ostruzione di quest'ultimo, con la conseguente genesi di un lago. La pendenza dei conoidi varia proporzionalmente alle dimensioni del materiale di cui sono costituiti, all'irregolarità del regime dei corsi d'acqua cui essi si riferiscono, alla capacità del collettore principale di disperdere il materiale che via via riceve, ecc.; notevole importanza ha inoltre l'ampiezza della piana in cui sboccano i corsi d'acqua che li costruiscono, risultando i conoidi tanto più ampi e piatti quanto più estese sono dette piane. I conoidi di deiezione possono essere attivi o fossili: sono attivi quando il corso d'acqua impostato su di essi può ancora migrare lateralmente, quando cioè, in occasione di piene, può fuoriuscire dall'alveo e prendere una direzione diversa; sono invece fossili quando gli alvei risultano stabilmente infossati. La giustapposizione e la fusione di più conoidi contigui (conoidi coalescenti) porta alla formazione di pianure alluvionali pedemontane, nelle quali la fisionomia dei singoli conoidi è ancora riconoscibile solo nelle zone apicali degli stessi. § di transizione, particolare tipo di conoidi di deiezione costruito dai torrenti subglaciali ai margini delle lingue e delle cappe glaciali. Si differenzia dai conoidi fluviali propriamente detti per la struttura molto più complessa della zona rivolta a monte, dove si riscontra la giustapposizione – e talora anche la sovrapposizione – di depositi morenici con quelli fluvio-glaciali, che ne costituiscono la parte principale. Verso valle, i conoidi di transizione si raccordano gradualmente con l'antistante pianura alluvionale. Dalla fusione di più conoidi di transizione si originano delle vaste coltri fluvio-glaciali, note con il nome di sandur.

Geomorfologia: conoide marino

Rilievo sottomarino dovuto asedimentazione clastica, con disposizione a ventaglio aperto verso il mare; è situato alla base della scarpata continentale, sovente al termine di un canyon sottomarino e si ritiene di origine analoga ai conoidi di deiezione.