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conchìglia

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Lessico

sf. [sec. XIV; dal latino conchylía, pl. neutro di conchylíum, che risale al greco konchýlion].

1) Formazione tipica di molti Molluschi, secreta dal mantello e la cui funzione, in genere, è quella di difesa dell'animale. È presente anche nei Brachiopodi.

2) Elemento decorativo a forma di conchiglia usato in pittura e scultura (specialmente nell'ornato di targhe, stemmi, ecc.), in architettura (per esempio nelle fontane) e soprattutto nei mobili. In ebanisteria il motivo intagliato della conchiglia comparve nel sec. XVII ed ebbe forme diverse secondo gli stili (conchiglia convessa, concava, doppia); fu caratteristico del barocco e del barocchetto in Italia, dello stile Luigi XIV, Reggenza e Luigi XV in Francia, dello stile Regina Anna in Inghilterra (nei mobili di W. Kent ricorre spesso la conchiglia doppia). Il motivo della conchiglia appare frequentemente anche negli argenti del sec. XVIII, specialmente sulla parte terminale del manico di cucchiai e cucchiaini. In araldica, la conchiglia è raffigurata in genere orecchiata e mostrante la parte convessa. Se non ha orecchie, si dice conchiglia di S. Michele. Se mostra la parte interna e ha le due orecchie ai lati si dice conchiglia di S. Giacomo di Compostella, il patrono dei pellegrini. Si ritiene che sia stata introdotta negli stemmi al tempo delle Crociate.

3) Tipo di pasta alimentare simile nella forma a una conchiglia; esiste anche in formato più piccolo (conchiglietta) e più grosso (conchiglione).

4) Nello sport, indumento protettivo del basso ventre, detto conchiglia per la sua forma.

5) In fonderia, forma metallica per colata. Anche ciascuna delle parti metalliche inserite nelle forme in sabbia per accelerare il raffreddamento di alcune parti del getto.

Zoologia

La conchiglia dei Molluschi è costituita da tre strati: periostraco quello esterno, ostraco quello di mezzo, ipostraco quello interno. Il primo consiste di una sottile membrana organica formata da una proteina cornea detta conchiolina; il secondo è costituito da prismi di carbonato di calcio e si accresce soltanto alla periferia; l'ultimo, formato da lamelle di aragonite, determina l'accrescimento in spessore e costituisce la madreperla. La conchiglia dei Gasteropodi è costituita di un solo pezzo e presenta tipicamente un avvolgimento, normalmente destrorso, secondo una spirale tridimensionale in cui ciascuna spira ricopre parzialmente la precedente . La prima spira costituisce l'apice, l'ultima la base, in cui si apre la bocca della conchiglia e da cui fuoriesce il corpo dell'animale. L'asse di avvolgimento (columella) può essere pieno o cavo. Quando l'animale è retratto, la conchiglia può essere chiusa da un opercolo. Nei Bivalvi, è formata da due parti (valve) di solito simmetriche e disposte ai due lati del corpo, che per lo più racchiudono completamente. Dorsalmente le valve combaciano attraverso una serie di incavi e denti che si incastrano reciprocamente (cerniera) e sono unite per mezzo di un legamento elastico che ne determina l'apertura passiva. La chiusura è ottenuta per mezzo dell'azione di muscoli che, come pure il mantello, lasciano sulla superficie interna delle valve un'impronta caratteristica. Negli Scafopodi, la conchiglia è subconica, leggermente ricurva e aperta alle due estremità, con l'apertura anteriore più larga. I Monoplacofori presentano una conchiglia simile a quella delle patelle, disposta sulla superficie dorsale dell'animale e con un apice leggermente incurvato. Nei Placofori è costituita da otto piastre trasversali embricate longitudinalmente. Le articolazioni fra le piastre permettono all'animale di aderire a superfici irregolari e, se staccato dal substrato, di avvolgersi a palla (volvazione). Nei Cefalopodi la conchiglia, tipicamente concamerata, mostra tutti i gradi di riduzione; grande, esterna e spiralata in senso dorsale in Nautilus, è ancora grande, ma interna e rettilinea in Sepia, in cui conserva le concamerazioni (fragmocono), interna e spiralata in Spirula, ridotta a un elemento laminare in Loligo e praticamente assente in Rossia e in Octopus. La conchiglia di Argonauta ha natura diversa, viene prodotta da espansioni ghiandolari delle braccia della femmina e ospita questa, il maschio e le uova (conchiglia nidamentale). La conchiglia dei Brachiopodi è costituita da due valve non simmetriche, una dorsale e una ventrale, che negli Articolati sono incernierate fra loro e sono sia aperte che chiuse da appositi muscoli. § Lo studio delle conchiglie ha notevole importanza in zoologia e in paleontologia, in quanto consente di risalire e classificare l'animale che le ha elaborate. I particolari che hanno molta importanza nella classificazione di una conchiglia sono molteplici, tra cui l'ornamentazione, la presenza dell'opercolo, la forma e il numero dei denti della cerniera, le impronte sulla superficie interna delle valve.

Arte

La conchiglia è stata utilizzata fin dall'antichità per la realizzazione di oggetti (come collane, monili) con funzione ornamentale, rituale, ecc. Ha costituito anche moneta di scambio, in alcune zone sopravvissuta fino agli inizi del sec. XX. Antichissimo e tuttora vigente presso popoli primitivi è l'uso di conchiglie tortili, cui è stato praticato un foro nella parte superiore, come strumento musicale e di segnalazione acustica (in India, Tibet, Indocina e Giappone durante cerimonie religiose). Molteplici inoltre sono i suoi valori simbolici presso i popoli primitivi: del fulmine (per gli abitanti delle isole Andamane); dello “spirito dell'acqua” che produce la pioggia (Australia centrale); della Luna e, per l'accostamento agli organi sessuali femminili, della vita, della nascita e della rinascita.