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concordanza

sf. [sec. XIII; da concordare].

1) Corrispondenza precisa fra due elementi materiali o concettuali. In filosofia, metodo di concordanza, secondo R. Bacone, la raccolta, nelle tabulae praesentiae, di tutti i casi (diversi) in cui un fenomeno (identico) si manifesta; secondo J. Stuart Mill invece la raccolta di ciò che di comune un fenomeno manifesta in casi diversi. Stuart Mill perviene a una conclusione ignorata da Bacone: ciò che di comune un fenomeno manifesta in casi diversi sarebbe la causa del fenomeno stesso.

2) Accordo grammaticale o sintattico tra due termini in stretta relazione. Così l'aggettivo in italiano concorda in genere e numero col sostantivo cui si riferisce: un uomo buono, uomini buoni, una donna buona, donne buone. Il verbo concorda col suo soggetto nella persona: io canto, tu canti, egli canta. Con più soggetti di persona diversa il verbo è normalmente al plurale, ma la prima persona prevale su tutte le altre (io, tu e Carlo andiamo), mentre la seconda persona prevale sulla terza (tu e Carlo andate). Nelle lingue a flessione l'accordo si fa naturalmente anche nel caso: latino vir magnus (un uomo grande), virorum magnorum (di uomini grandi). Per la concordanza a senso, vedi constructio ad sensum; per la concordanza dei tempi, vedi consecutio temporum.

3) Concordanza biblica, repertorio alfabetico delle parole (concordanza verbale) o degli argomenti (concordanza reale) contenuti nella Bibbia, accompagnato dall'indicazione dei passi (libro, capitolo, versetto) in cui si trovano. La più antica concordanza biblica a noi nota, opera di Ugo di San Caro ed elaborata con riferimento al testo della Vulgata, risale al 1230 ca.; a essa seguirono, a partire dal sec. XV, concordanze bibliche ebraiche (la prima si deve a Isacco Mordechai ben Nathan, Venezia 1523) e greche, nonché (dal sec. XVI) concordanze bibliche redatte in lingue moderne. Sull'esempio della concordanza biblica si vennero componendo concordanze formalmente analoghe, relative ad autori profani.

4) In genetica, presenza di una determinata caratteristica somatica in entrambi gli individui di una coppia di gemelli.

5) In stratigrafia, particolare forma di giacitura delle rocce sedimentarie, che si presenta quando le superfici limite delle diverse unità sono tra loro parallele o subparallele. La concordanza indica in generale una continuità di sedimentazione e la non esistenza di successivi fenomeni tettonici tali da disturbare gli originari rapporti di giacitura. Si definiscono concordanza strutturale e concordanza tettonica rispettivamente il parallelismo di giacitura di unità stratigrafiche, mantenuto anche dopo movimenti relativi delle unità stesse, e il parallelismo secondario, realizzatosi in seguito a deformazioni tettoniche.

6) In statistica, tipo di correlazione tra due fenomeni che si verifica quando, variando le modalità dell'uno in un certo senso, quelle dell'altro variano nello stesso senso. La grandezza che misura la concordanza per un campione costituito da n elementi di ciascuno dei quali si sono misurati due caratteri è detta cograduazione o indice di cograduazione.

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