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concrezióne

sf. [sec. XIV; dal latino concretío-ōnis, da concrescĕre, condensarsi].

1) Incrostazione minerale derivante dalla deposizione chimica di sali disciolti in acque superficiali o sotterranee per saturazione o evaporazione del solvente. Presenta struttura a zonature concentriche o fibroso-raggiata. Si tratta di un aggregato di materiale inorganico costituito principalmente da calcite, silice, siderite, limonite, pirite, gesso, il cui processo di formazione può essere sia penecontemporaneo, sia diagenetico tardivo rispetto a quello che ha generato la roccia nella quale o sulla quale si forma la concrezione. Le concrezioni possono dare origine a depositi concrezionari come le stalattiti e le stalagmiti, i travertini e i calcari pisolitici.

2) In medicina, deposito di materiale organico o inorganico in cavità (calcolo) o tessuti dell'organismo (calcinosi), sino a formare degli agglomerati di consistenza calcarea.

3) Accrescimento per aggiunta di altri elementi. In particolare, in linguistica, talora sinonimo di agglutinazione.