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confino

sm. [sec. XIX; da confinare]. Obbligo di dimorare in un comune diverso da quello in cui si aveva la residenza, per il tempo da uno a cinque anni, con osservanza delle prescrizioni stabilite dall'autorità di polizia. Stabilito dal Codice penale del 1930 nei confronti di persone considerate pericolose per la sicurezza pubblica, l'ordine pubblico o per l'ordine nazionale, il confino fu largamente applicato durante il fascismo con scopi politici, per emarginare gli oppositori del regime. L'istituto ricevette una normalizzazione dalla legge 27 dicembre 1956, n. 1423, che obbligava al confino le persone pericolose per la sicurezza e la pubblica moralità. In contrasto con l'art. 13 della Costituzione, fu quindi dichiarato incostituzionale e sostituito con l'obbligo di soggiorno.