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connettivo

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Lessico

agg. [sec. XIX; da connettere]. Che connette, atto a connettere: tessuto connettivo (o il connettivo, sm.), in botanica, porzione di tessuto parenchimatico che unisce le logge di un'antera e nel quale è inserito il filamento; in anatomia, mezzo di sostegno o di collegamento tra le varie strutture dell'organismo. Anche fig., il tessuto connettivo di un'opera, la struttura di essa, il motivo che collega tra loro i diversi elementi dell'opera.

Istologia

È uno dei principali tessuti dell'organismo; più propriamente, però, con questo termine si indica un gruppo di tessuti, tra loro anche assai differenti per composizione chimica, per morfologia e per funzione, derivanti tutti dal mesenchima embrionale. Loro caratteristica comune è anche quella di possedere una sostanza, detta fondamentale, in cui si trovano fibrille dalla cui quantità dipendono consistenza e resistenza dei tessuti stessi. La stretta parentela fra i differenti tipi di connettivo è documentata, fra l'altro, anche dalla loro possibilità di trasformarsi da un tipo a un altro (per esempio il tessuto cartilagineo può modificarsi in tessuto osseo). I connettivi hanno la funzione, a seconda dei casi, di mezzo di sostegno o collegamento di organi o parti di essi, di protezione e difesa; inoltre, hanno rapporti con i processi organici nutritizi, emopoietici, immunitari, ecc. La sostanza fondamentale, secreta dalle stesse cellule del connettivo fra le quali si interpone, è composta da mucopolisaccaridi, da proteine e mucoproteine ed è presente in quantità più o meno abbondante nei diversi tessuti. Le cellule dei tessuti connettivi sono assai diverse per forma, disposizione e quantità: esse comunque possono, fondamentalmente, essere distinte in due gruppi principali: quello delle cellule fisse, dette anche inociti, fibrociti o fibroblasti (le quali danno poi origine alle fibrille della sostanza intercellulare) e quelle delle cellule accessorie mobili o mobilizzabili, elementi derivanti dal primitivo mesenchima embrionale, che si sono in seguito profondamente differenziate (tra queste possono esser ricordate i linfociti, una parte dei quali però viene dal circolo sanguigno e linfatico, le cellule granulose basofile o mastzellen, i plasmociti, taluni elementi cellulari dotati di poteri fagocitario e granulopessico). Nei tessuti connettivi possono essere trovate, oltre a cellule migrate dal sangue, anche cellule adipose e cellule pigmentate. Le fibrille, immerse in materiale amorfo possono essere collagene (esilissime ma resistenti, riunite in fibre e fascetti, che assicurano ai connettivi proprietà meccaniche) ed elastiche o reticolari (ondulate o ramificate e disposte a rete, che sono in stretto rapporto con quelle collagene, consentendo una deformazione momentanea del tessuto). In base alla densità e alla quantità della sostanza fondamentale, al numero e alla disposizione delle fibrille, i tessuti connettivi vengono distinti in numerose varietà: tessuto mucoso o gelatinoso, costituito da cellule stellate dai lunghi prolungamenti tra loro anastomizzati, con sostanza intercellulare contenente mucina; è proprio dell'embrione e da esso derivano, per successive trasformazioni, gli altri tipi di connettivo; tessuto connettivo fibrillare lasso, dotato di grande plasticità, ricco di sostanza fondamentale contenente fibre collagene e fibrille elastiche isolate; riempie gli interstizi tra gli organi, formando loro una trama di sostegno o stroma; tessuto reticolato, dalle cellule stellate dotate di potere granulopessico, con fibre reticolari; si può trovare nel fegato, in molte ghiandole endocrine, nelle guaine intorno ai capillari, negli involucri che circondano le fibre muscolari, ecc.; tessuto connettivo membranoso, del tutto simile a quello lasso ma più ricco di fibre elastiche; si trova nelle sierose (pleure, pericardio, peritoneo) ed è proprio dell'aracnoide meningea; tessuto connettivo plessiforme, piuttosto denso per la presenza di fibre collagene raggruppate in fasci più grandi e di reti di fibrille elastiche; forma l'impalcatura connettivale della cute e di molte mucose; tessuto fibroso, varietà di connettivi più denso degli altri, poiché la sua sostanza fondamentale è pressoché ripiena di fibre collagene a disposizione parallela (tessuto connettivo tendineo, che forma tendini e aponeurosi), incrociata (sostanza propria della cornea dell'occhio), o plessiforme (nella sclerotica oculare, nel periostio, nella capsula fibrosa di certi organi); tessuto elastico, in cui prevalgono le fibrille elastiche su quelle collagene; presente soprattutto in taluni legamenti. I tessuti elencati sono i connettivi propriamente detti, per differenziarli da altri tessuti di tipo connettivale ma differentemente definiti.

Logica matematica

Ogni simbolo che ha la funzione di consentire la connessione di due o più enunciati così da ottenerne un altro più complesso. I connettivi possono essere a uno o più argomenti. Mentre la negazione è il più diffuso connettivo mono-argomentale, i più frequenti connettivi bi-argomentali sono la congiunzione, il condizionale, la disgiunzione e il bicondizionale. Essi vengono anche chiamati da alcuni autori operatori. Le loro proprietà si possono determinare o mediante tavole di verità o mediante assiomi.