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consolato

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Lessico

sm. [sec. XIV; dal latino consulātus].

1) Nella magistratura romana, l'ufficio di console; anche la durata di tale ufficio.

2) Nell'ordinamento costituzionale del Comune medievale delle origini (sec. XI-XII), magistratura collegiale di governo.

3) Ufficio che salvaguarda gli interessi dei cittadini di uno Stato in territorio straniero; ha sede nelle città non capitali.

4) Regime politico in vigore in Francia dal 1799 al 1804. Esso ebbe origine quando, dopo il colpo di Stato del 18 brumaio, fu istituito un governo retto da tre consoli, subì modifiche nel 1802 quando il primo console Napoleone Bonaparte ebbe l'incarico a vita ed ebbe termine nel 1804 quando egli assunse il titolo imperiale (18 maggio).

Cenni storici: istituzioni medievali

I consoli, in numero variabile da quattro a venti e anche più, venivano eletti all'inizio direttamente dall'assemblea dei cives e successivamente dai Consigli maggiori. Duravano in carica un anno ed erano rieleggibili per un altro; erano titolari del potere esecutivo e giudiziario e deliberavano a maggioranza. Nelle colonie delle città marinare in Oriente si ebbero poi i “consoli delle nazioni”, eletti sul posto o nominati dalla madrepatria, con funzioni amministrative e giurisdizionali in caso di controversie tra concittadini. Nacque di qui l'istituto moderno del consolato per la rappresentanza e la tutela degli interessi dei cittadini di uno Stato all'estero.

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