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contraddizióne

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Lessico

sf. [sec. XIII; dal latino contradictío-ōnis].

1) Atto ed effetto del contraddire o del contraddirsi: essere, trovarsi, cadere in contraddizione; spirito, mania di contraddizione, tendenza, impulso a contraddire. Fig., condizione di ambiguità, di incoerenza, di interno contrasto: un discorso pieno di contraddizioni; un uomo in contraddizione con se stesso;contraddizione in termini, quando sono tra loro contraddittorie le diverse affermazioni contenute in una proposizione. In filosofia, in senso generale, opposizione in sé irriducibile e tale da dar luogo a un'incompatibilità tra proposizioni, concetti o enti reali o aspetti della realtà.

2) L'opposto, il contrario: “L'uno pareva la contraddizione dell'altro” (D'Annunzio).

3) Ant., resistenza, opposizione; ribellione: “senza romore o contraddizione alcuna, presa ne menò la Ninetta” (Boccaccio).

Filosofia

Il principio di contraddizione, già presente nel pensiero antico indiano, fa la sua comparsa in Parmenide e Gorgia. Enunciato da Platone ne La Repubblica, viene più volte definito da Aristotele, che lo pone come fondamento logico e metafisico di ogni attività di pensiero. Il principio fu considerato indubitabile da tutta la filosofia classica e medievale; razionalisti e neoplatonici lo dichiararono innato nell'uomo. Leibniz restrinse la sua portata al dominio della conoscenza, considerandolo principio delle verità di ragione, ma non di quelle di fatto. Hegel, a sua volta, ne ridusse la portata ontologica e lo considerò caratteristico della logica inferiore dell'intelletto astratto; dal punto di vista della ragione, non la non contraddizione, ma la contraddizione è il principio di ogni realtà. In ogni aspetto della realtà, infatti, la ragione scorge una contraddizione che è la sua vita stessa, perché dà luogo al superamento di ogni aspetto (o “momento”) particolare in un momento superiore, in cui la contraddizione è risolta, mentre ne nasce una nuova. Per K. Marx l'intera realtà sociale del sistema capitalistico viene spiegata nei termini delle contraddizioni che lo caratterizzano; in particolare, viene indicata come contraddizione fondamentale della società borghese quella esistente fra lo sviluppo delle forze produttive e la resistenza che a tale sviluppo oppongono i rapporti di produzione esistenti, contraddizione, questa, che non può essere rimossa senza un superamento generale della società borghese stessa. La dottrina marxista della contraddizione ha registrato nuovi sviluppi nell'opera di Mao Tse-tung, il quale ha compiuto un'accurata distinzione fra contraddizioni principali e contraddizioni secondarie, fra aspetto principale e aspetto secondario della contraddizione, teorizzando inoltre il carattere permanente e universale della contraddizione.

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