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contraffòrte

sm. [sec. XV; da contra-+forte]. Nervatura di rinforzo "L’illustrazione della disposizione del contrafforte in una chiesa gotica è a pag. 209 del 7° volume." che aumenta la sezione di una struttura muraria all'intersezione con travi, archi, volte, onde contenere le risultanti dei carichi; ha in genere sezione decrescente dal basso verso l'alto. Appare come elemento funzionale nell'architettura romana, sotto forma di nicchie celate nel perimetro murario o sporgenti da esso (Roma, Pantheon); nell'architettura romanica, dove i contrafforti sono per lo più ispessimenti del muro in corrispondenza dei costoloni delle volte; nel gotico, dove le spinte delle volte sono trasmesse ai contrafforti mediante archi rampanti . "Per la disposizione del contrafforte in una chiesa gotica vedi disegno al lemma del 6° volume." Nel Rinascimento il contrafforte tende invece a divenire elemento puramente decorativo. Con lo stesso nome si designano i rinforzi in muratura posti all'interno di opere fortificate per accrescerne la resistenza.

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