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conurbazióne

sf. [sec. XX; dall'inglese conurbation]. Forma di aggregazione urbana, originata dalla rapida crescita di una o più città, in cui la popolazione copre, accentrata, vaste aree; singole attività tradizionalmente urbane si susseguono senza soluzione di continuità (vedi aggregazione, area metropolitana). Si può distinguere tra processo di accrescimento (aumento periferico intorno a un nucleo) o processo di aggregamento (unione di nuclei vicini originariamente separati). Le conurbazioni presentano quindi una struttura mononucleare o polinucleare. Spesso gli insediamenti sono fisicamente uniti, ma hanno mantenuto la loro individualità amministrativa. Il termine, proposto da Geddes nel 1915 per mettere a fuoco le trasformazioni del tradizionale rapporto città-campagna, fu poi usato per descrivere i macroscopici fenomeni di esplosione urbana. I geografi contemporanei continuano a denominare conurbazioni questi fenomeni quando le città di origine, più o meno “saldate” da protendimenti edilizi, manifestano ciascuna proprie capacità propulsive e specializzazioni funzionali; al contrario, viene usato il termine agglomerazione quando una delle città assume carattere dominante e tende a inglobare le altre, trasformandole in quartieri periferici, funzionalmente dipendenti.