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corallo (zoologia: Celenterati)

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Lessico

sm. [sec. XIII; latino tardo corallum, per il classico corallíum].

1) Nome comune di Celenterati Antozoi e più propr. del corallo rosso (Corallium rubrum) appartenenti agli Alcionari dell'ordine dei Gorgonacei. Per estensione, gli accrescimenti arborescenti calcarei costituiti dagli scheletri di tali Celenterati; monile di tale materia: una collana di corallo; alle orecchie portava due coralli rosa.

2) Fig., colore rosso acceso tipico della varietà più comune di corallo.

3) Il complesso delle uova di vari Crostacei, così dette per il vivacissimo colore rosso. Sono usate nell'alta cucina internazionale per legare, insaporire, colorare varie preparazioni, soprattutto salse. Anche consumato di per se stesso, bollito e condito, il corallo costituisce un raffinato ed eccellente alimento. Si può definire corallo anche l'ovario dei ricci di mare, unica parte commestibile dell'animale.

Zoologia

I coralli costituiscono colonie di individui (polipi) a forma arborescente, alte 10-30 cm e costituite da un asse di natura calcarea composto da carbonato di calcio (86,9%), carbonato di magnesio (6,8%), solfato di calcio (1,2%), ossido di ferro (1,7%) e con tracce di altre sostanze . Per successive stratificazioni di resti di colonie si originano vere e proprie formazioni di rocce organogene. Il colore dei coralli può variare dal bianco e dal rosa pallido al rosso cupo; esternamente esiste un involucro corticale molto chiaro, il cenosarco, nel quale sono immersi i singoli polipi costituenti la colonia. Tutti i polipi sono collegati fra loro da una fitta rete di canali immersa nel cenosarco. La riproduzione può avvenire sia per scissione sia per via sessuata. In quest'ultimo caso la larva (planula), uscita dall'uovo, dopo un breve periodo di vita libera si fissa su un supporto del fondo, dando origine a una nuova colonia. Il corallo rosso è diffuso specialmente nel Mediterraneo (golfo di Napoli, Sardegna e Sicilia), a una profondità che varia dai 20 agli oltre 200 m. Altre specie del genere Corallium sono assai diffuse nei mari giapponesi. Con il termine corallo vengono denominati anche altri Antozoi appartenenti a ordini diversi come il corallo nero (Parantipathes larix), che vive nel Mediterraneo e nel Mar Rosso, e il corallo azzurro (Heliopora coerulea), proprio degli atolli degli oceani Indiano e Pacifico. I coralli hanno notevole importanza in paleontologia.

Commercio

Nel Mediterraneo si trovano alcuni dei banchi corallini maggiormente sfruttati a scopo commerciale. La pesca del corallo viene effettuata da pescatori subacquei e da sommozzatori nei banchi a minore profondità; per gli altri si usa un attrezzo particolare, detto “ingegno”, formato da due robusti legni in croce appesantiti da un ferro che li tiene uniti. Lungo i quattro bracci sono fissate reti a sacco (retazze), destinate a raccogliere quanto viene divelto dall'attrezzo. L'eccessivo sfruttamento dei banchi operato nel Mediterraneo ha però ridotto di molto la presenza delle colonie di corallo in questo mare, inducendo i Paesi interessati a regolamentare durata, modalità ecc. della pesca. Sono state inoltre sperimentate, nei fondali antistanti il Principato di Monaco, Portofino, Punta Campanella (Sorrento), con esiti incoraggianti, tecniche di coltivazione del corallo rosso in grotte sia naturali sia artificiali.

Arte

La lavorazione del corallo, che quasi tutti i popoli antichi consideravano munito di potere apotropaico e propiziatorio, ha origini remotissime tanto in Europa che in Asia (sono stati rinvenuti grani per collane risalenti al sec. XI a. C.) a causa della relativa facilità con cui lo si può incidere e tagliare. Fra i manufatti antichi compaiono già piccole sculture, monili, ecc.; durante il Rinascimento furono creati oggetti ornamentali di grande bellezza. La lavorazione del corallo continua a essere largamente praticata, in particolare in Estremo Oriente (soprattutto in Cina e Giappone; in Giappone fu però introdotta tardi in quanto il carattere “sacrale” del corallo ne impediva la manomissione) e in Europa. In Italia si lavora a Torre del Greco, dove ebbe inizio nel sec. XVI una produzione raffinatissima, di cui si hanno molte testimonianze nella locale collezione Liverino, e a Trapani . Esiste una netta differenziazione nei criteri adottati per la lavorazione in Occidente e in Oriente: in Oriente, infatti, prevale il rispetto della struttura naturale, per cui gli oggetti in corallo mantengono spesso l'originaria ramificazione assumendo un aspetto elaboratissimo; in Occidente, invece, prevalgono i principi della perfezione tecnica, spesso a detrimento della struttura naturale. Tra le varietà di corallo, le più usate sono quella bianca (mediterranea), quella rossa e quella rosa (detta pelle d'angelo), che è la più pregiata.