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corazzata

sf. [da corazzato]. Nave da guerra di elevato dislocamento, fortemente protetta e dotata di grande potenza di fuoco (sinonimo di nave da battaglia). La prima nave corazzata fu la francese Gloire, in linea nel 1860, di 5618 t, dotata di doppie corazze in ferro dello spessore di circa 10 cm. Da allora l'evoluzione non subì soste: dalla corazzatura in ferro si passò a quella in acciaio (1876), le artiglierie aumentarono di potenza e gittata, velocità e autonomia aumentarono anch'esse. Con la britannica Dreadnought (1906) fece la sua comparsa la prima corazzata armata di artiglierie di unico calibro, applicazione delle idee di V. E. Cuniberti, ingegnere e generale del genio navale italiano, e vera progenitrice della corazzata moderna. Tale nave da battaglia “monocalibra” fu immediatamente imitata in tutto il mondo e divenne la protagonista della guerra sul mare fino agli inizi della II guerra mondiale. Nel corso del conflitto furono operative 80 unità da battaglia così suddivise: 27 nella marina americana; 20 nell'inglese; 12 nella giapponese; 9 nella tedesca e nella francese; 7 nell'italiana; 5 nella sovietica. Le marine dei maggiori Paesi belligeranti schierarono unità delle seguenti classi: King George V (Gran Bretagna) con dislocamento di 40.000 t e una velocità massima di 29 nodi; Iowa (Stati Uniti) di 45.000 t, velocità 33 nodi; Yamato (Giappone) di 69.100 t, velocità 27 nodi; Bismarck (Germania) di 45.170 t, velocità 30,1 nodi; Vittorio Veneto (Italia) di 43.600 t, velocità 31,4 nodi. Durante il conflitto, il 36% del totale operativo andò perduto, mentre andavano chiaramente affermandosi le portaerei, destinate a diventare le protagoniste della guerra sul mare. L'entrata in servizio delle telearmi ha successivamente contribuito a mettere ulteriormente in ombra l'impiego delle corazzate, segnandone il declino. Negli USA tuttavia le navi da battaglia New Jersey e Iowa, da 45.000 t, varate nel 1943, furono richiamate in servizio rispettivamente nel 1983 e nel 1984, dopo essere state trasformate in incrociatori lanciamissili. La Missouri e la Wisconsin, della medesima classe e portata, varate nel 1944, dopo essere state ristrutturate, rientrarono in squadra, rispettivamente, nel 1986 e nel 1988; esse, nel 1991, parteciparono a operazioni di guerra contro l'Iraq, nella guerra del Golfo, bombardando gli obiettivi militari e appoggiando l'azione dei marines durante l'avanzata . Nelle quattro corazzate gemelle statunitensi il dislocamento a pieno carico era stato portato a circa 60.000 t e la potenza di fuoco, dovuta ai cannoni da 406 mm posti in tre torri trinate, era stata aumentata da apparati lanciamissili del tipo Cruiser e Tomawak, che facevano di queste navi delle vere e proprie basi di lancio mobili, la cui funzione, pertanto, era non solo quella di appoggio a operazioni di sbarco e a manovre di forza terrestri agenti anche lontano dalle coste, ma anche di azioni distruttive delle infrastrutture poste a notevole distanza ma a portata dei missili . Sofisticati apparati televisivi a circuito chiuso, montati su aeromodelli recuperabili, permettevano di individuare i bersagli da colpire con i cannoni anche a distanze superiori ai 100 km. Di contro, le dimensioni della nave e la relativa scarsa manovrabilità rendevano la corazzata vulnerabile ad attacchi aerei, sottomarini e di siluranti; ciò richiedeva non solo la tradizionale protezione con naviglio leggero ma anche un potenziamento della difesa con sistemi di missili antiaerei e con l'uso di elicotteri per la lotta antisommergibile.

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