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correlazióne

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Lessico

sf. [sec. XVI; da con+relazione].

1) Stretto rapporto, connessione intercorrente tra due termini, elementi, fatti e simili. In particolare, in grammatica, rapporto di relazione reciproca esistente tra due termini linguistici perciò detti correlativi. Per la dei tempi, vedi consecutio temporum.

2) In filosofia, secondo Aristotele, l'opposizione di due termini relativi l'uno all'altro. In tale senso il termine fu usato anche dalla filosofia scolastica.

3) In fonematica, il termine designa due serie di fonemi in opposizione per la presenza o l'assenza del medesimo coefficiente distintivo detto segno o marca di correlazione. Se il segno di correlazione è costituito dalla sonorità, si avrà una correlazione di sonorità: t/d, p/b, c/g (tetto/detto, passo/basso, cara/gara).

4) In geometria, correlazione o reciprocità piana, corrispondenza biunivoca tra i punti di un piano e le rette di un altro, nella quale a punti allineati corrispondono rette passanti per uno stesso punto e viceversa. Un esempio di correlazione è la polarità rispetto a una conica.

5) In fisica nucleare, angolare, la correlazione esistente tra le direzioni di emissione di due successivi raggi γ emessi in cascata dallo stesso nucleo. Tale correlazione è dovuta al fatto che la prima emissione γ lascia il nucleo in uno stato intermedio con spin orientato in una direzione ben precisa rispetto al γ uscente. Se la vita media di tale stato è abbastanza breve, tale orientamento persiste anche durante la seconda emissione; essendo quest'ultima collegata all'orientamento dello spin del nucleo, risulta anche in relazione con l'emissione precedente. La correlazione angolare interessa spesso anche altre coppie di radiazioni, quali un'α e un γ, un β e un γ, un β e un β, un γ e un β.

6) In fisica quantistica, proprietà, senza corrispondenza in fisica classica, che lega tra loro due particelle o due enti con origine comune, indipendentemente dalla loro evoluzione temporale.

7) In informatica, funzione di un sistema operativo per gestire le interconnessioni tra moduli o segmenti di programmi che devono essere eseguiti nella stessa fase elaborativa.

Biologia

Principio di , quello stabilito da G. Cuvier, in base all'esistenza, tra diverse parti di un animale, di una stretta relazione che ne condiziona la forma e lo sviluppo reciproco in modo che esse risultano coordinate in funzione del raggiungimento di determinate finalità. I rapaci diurni, per esempio, che si avvalgono per la caccia della loro eccellente vista, hanno occhi particolarmente ben sviluppati, ma altrettanto sviluppate sono anche le parti del cervello che sono in relazione con l'organo della vista. La corretta applicazione del principio di correlazione ha permesso di ricostruire scheletri e anche interi corpi di animali estinti partendo da resti parziali.

Fisica

Sono per esempio legate dal rapporto di correlazione quantistica due particelle prodotte dal decadimento di una stessa particella. Questa proprietà era definita dal fisico danese N. Bohr in termini di non separabilità della materia. A. Einstein, che la negava, parlava invece di non localismo. Nel 1982, il fisico francese A. Aspect dimostrò, con una serie di rigorosi esperimenti, la proprietà della correlazione e quindi della non separabilità e del non localismo. Il risultato delle prove sperimentali di Aspect dimostrò, per esempio, che, allorquando uno di due fotoni aventi origine da uno stesso fotone deviava in seguito all'interazione con un ostacolo posto lungo il suo cammino, istantaneamente deviava anche l'altro, benché si trovasse spazialmente separato da una distanza enorme per particelle subnucleari. Il risultato più straordinario non fu tanto la conferma del non localismo delle azioni a distanza, quanto l'evidenza che queste azioni avvenivano in tempo reale, quasi ci fosse tra le particelle correlate una trasmissione di informazioni istantanea, apparentemente violando il limite della velocità della luce.

Geologia

"Per le correlazioni stratigrafiche vedi disegni al lemma del 6° volume." Confronto delle posizioni stratigrafiche di unità litologiche o stratigrafiche situate in luoghi diversi al fine di stabilirne l'equivalenza cronologica. La correlazione può essere basata sul riconoscimento di corrispondenza nell'età, nella litologia, nelle associazioni paleontologiche o in qualsiasi altra proprietà caratteristica delle unità prese in esame. Il principio di è fondamentale nella stratigrafia e offre la possibilità di appurare mediante il confronto delle caratteristiche paleontologiche, litologiche, petrografiche ecc. la contemporaneità di più unità in località diverse. La stratigrafica consente di dimostrare l'equivalenza di unità stratigrafiche; può essere diretta o indiretta. La correlazione diretta è basata sul confronto e la corrispondenza fra unità lito- o biostratigrafiche che appartengano allo stesso bacino di sedimentazione, mentre quella indiretta si realizza quando due serie, pur non avendo alcuna identità o corrispondenza litologica o paleontologica, possono venir correlate facendo riferimento a una o più serie intermedie. A parità di altre condizioni, le possibilità di correlazione sono tanto minori quanto più distanti sono le regioni dove le serie sono state rilevate. Nell'ambito di uno stesso bacino è possibile una correlazione ricorrendo al criterio litostratigrafico o a quello biostratigrafico. Tra i due il primo è sempre applicabile, ma ha un valore strettamente locale, mentre il secondo può abbracciare un'area molto più estesa e permette di fare della cronostratigrafia, ma è valido solo se le formazioni in esame risultano fossilifere. Una correlazione litostratigrafica è possibile quando si realizzi almeno una delle seguenti condizioni: “continuità laterale”, “identità litologica”, “posizione nella serie”. Quest'ultima permette di distinguere formazioni simili o identiche litologicamente in funzione delle formazioni a letto o a tetto, così come di correlare formazioni litologicamente diverse ma comprese tra formazioni corrispondenti. Una correlazione biostratigrafica deriva la sua validità dalla generale evoluzione mostrata da tutti gli organismi fossili, evoluzione che ha un rapporto univoco con il fattore tempo. Con fossili aventi ampia diffusione geografica è possibile stabilire correlazioni a largo raggio tra bacini sedimentari appartenenti a regioni tra loro distanti, sia pure per confronto indiretto. Per definire correlazioni tra serie lontane si può inoltre applicare il criterio delle datazioni assolute, mentre non ha valore quello basato sulla contemporaneità di trasgressioni o di cicli sedimentari, in quanto sono fenomeni di complessa variabilità nel solo ambito di uno stesso bacino sedimentario.

Statistica

In senso lato, relazione intercorrente tra le modalità di due o più fenomeni. In senso stretto, relazione, detta anche covariazione, tra le variazioni di due o più fenomeni quantitativi. In questa accezione il termine connessione viene riservato a fenomeni qualitativi. La più semplice forma di correlazione fra due fenomeni o variabili x e y è la lineare, in cui il legame fra i due fenomeni può essere rappresentato da una retta, indicazione cioè che all'aumentare dell'uno l'altro tende ad aumentare o a diminuire in proporzione costante. La correlazione lineare è misurata con il coefficiente di lineare, r, di Bravais-Pearson, che può assumere qualsiasi valore compreso tra +1 e –1. Si avvicinerà a +1 quanto più esiste una lineare diretta, o concordanza, tra i due fenomeni, cioè quando all'aumentare dell'uno l'altro aumenta in proporzione; si avvicinerà a –1 quanto più esiste una lineare inversa, o discordanza, fra i due fenomeni, cioè quando all'aumentare dell'uno l'altro diminuisce; sarà uguale a 0 se i due fenomeni sono indipendenti fra loro. Con indici analoghi si può misurare, inoltre, la correlazione fra un numero di variabili maggiore di due, detta multipla, e la correlazione fra due o più variabili diversa da quella lineare; si parla allora di parabolica, esponenziale ecc. a seconda che la relazione fra i fenomeni possa essere definita da una parabola, da una curva esponenziale ecc. Concettualmente diverso dal coefficiente di correlazione è il rapporto di η di Pearson, che misura quanto la relazione di dipendenza fra due variabili è stretta e precisa. È detta tavola di una tavola a doppia entrata relativa a due fenomeni con modalità quantitative, ossia una tavola le cui righe e le cui colonne formano seriazioni statistiche. canonica è chiamato, infine, un procedimento proposto da H. Hotelling volto a ricercare, dati due gruppi di variabili, una combinazione lineare delle variabili di ciascuno dei due gruppi così che la correlazione fra le due combinazioni risulti la più elevata possibile. Nel caso in cui venga studiata la correlazione interna esistente tra i valori di una successione relativi a uno stesso fenomeno si parla di seriale o di autocorrelazione.