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cortéccia

sf. [sec. XIII; latino corticĕa, da cortex-ícis, corteccia].

1) Porzione parenchimatica esterna del fusto e della radice, compresa fra l'endodermide e l'epidermide. In essa possono differenziarsi elementi di sostegno inizialmente collenchimatici e in seguito sclerenchimatici come in molti fusti erbacei, per esempio nella salvia. Nel linguaggio comune, il termine è impiegato per indicare la scorza o periderma che caratterizza la superficie del fusto degli alberi, includendo talvolta anche la porzione liberiana in contrapposizione a legno.

2) Per estensione, strato superficiale, crosta, buccia. In particolare, in anatomia, la parte periferica di un organo che racchiude una sostanza o avvolge un tessuto di differente struttura: corteccia cerebrale, corteccia cerebellare; corteccia renale o sostanza corticale, porzione periferica del rene, tra la base della piramide di Malpighi e la capsula renale; corteccia surrenale, parte esterna della ghiandola surrenale, che elabora ormoni corticali.

3) Fig., apparenza, aspetto superficiale: sotto una corteccia grossolana nasconde una grande bontà.

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