crèolo

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agg. e sm. (f. -a) [sec. XIX; dal francese créole, che risale allo spagnolo criollo, da criar, allevare].

1) Agg. e sm., chi è nato nell'America Latina da genitori europei: la popolazione creola del Brasile; i creoli delle Antille.

2) Agg., che si riferisce a questi individui: lingue creole, idiomi speciali che si sono formati in ambiente coloniale dalle lingue europee sottoposte a vari processi di semplificazioni, alterazioni e adattamenti alle lingue indigene per poter più facilmente corrispondere alle esigenze di una pronta e rapida comprensione tra parlanti lingue e dialetti diversi. Mentre il lessico è rimasto essenzialmente quello europeo, la grammatica è quasi completamente scomparsa. Il francese ha dato origine a varietà creole nelle Antille (Haiti, Martinica, Guadalupa), nelle Mascarene (Maurizio, Riunione) e in varie zone dell'Africa occidentale ed equatoriale. Il portoghese ha dato luogo a varietà creole in Africa (Guinea portoghese, isole del Capo Verde), in India (Goa, Damâo), nell'isola di Ceylon, in Cina (Macao). Una varietà creola sorta dallo spagnolo si parla nelle isole Filippine.

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