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crèsima

sf. [sec. XIII; dal greco chrîsma -atos, unguento]. Sacramento che conferma (per cui è anche detta confermazione) il cristiano nella sua fede con una nuova, più completa elargizione della grazia dello Spirito Santo, già ricevuta nel battesimo. Il rito è antichissimo e sembra rintracciabile nell'imposizione delle mani da parte degli Apostoli subito dopo il battesimo. Dal sec. IV la cresima fu sempre un rito separato dal battesimo, ma la pratica si differenziò in Oriente e in Occidente: nella Chiesa orientale si mantenne il primitivo uso di conferire la cresima in immediata relazione col battesimo, per mano dello stesso sacerdote; nella Chiesa occidentale, invece, i vescovi conservarono le loro funzioni di regolari ministri del rito come diretti successori degli Apostoli. La cresima viene conferita con duplice materia, l'imposizione delle mani e la simultanea unzione sulla fronte fatta in segno di croce col crisma (olio e balsamo consacrati nel Giovedì Santo); la forma è: “N., io ti segno col segno della Croce e ti confermo col crisma della salute nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. La grazia conferita dalla cresima perfeziona la rigenerazione del battesimo e imprime nel cresimato un segno indelebile, che lo rende perfetto cristiano.

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