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cróce

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Lessico

sf. [sec. XIII; latino crux crucis].

1) Antico strumento di pena formato da due travi, una verticale e l'altra orizzontale, disposte trasversalmente, sulle quali venivano legati o inchiodati e lasciati morire i condannati alla crocifissione: supplizio della croce; condannare alla croce. Per antonomasia, quella su cui morì Gesù Cristo, divenuta simbolo della religione e della redenzione cristiana: adorare la croce; abbracciare la croce, convertirsi al cristianesimo; segno della croce, gesto rituale e di fede del cristianesimo. Con riferimento alla croce come insegna dei crociati: prendere la croce, farsi crociato. Fig., tormento, pena, tribolazione: ognuno ha la sua croce, i suoi guai e sofferenze; essere, stare in croce, essere tribolato; mettere in crocequalcuno, affliggerlo, tormentarlo; gettare la croce addosso a qualcuno, dirne male, addossargli tutte le colpe.

2) La riproduzione della croce di Cristo, in metallo, in legno, ecc., crocifisso: croce pettorale, quella che portano sul petto i vescovi; croce vandeana (o della Vandea), croce sormontata da un cuore rosso trafitto, simbolo dei controrivoluzionari della Vandea.

3) Contrassegno di ordini cavallereschi e onorificenza militare: croce di cavaliere; croce di guerra; scherzoso: le croci piovono, abbondano le decorazioni.

4) Emblema e nome di enti di assistenza civile e militare: Croce Rossa, Croce Verde.

5) Tutto ciò che ricorda nella forma la croce: punto in croce, o a croce, punto di ricamo formato da due segmenti obliqui che si incrociano nel mezzo; incastro a croce; tracciare in croce., orientare i pennoni, agendo sui bracci, in modo che risultino normali al piano longitudinale di simmetria della nave. Come segno grafico, la croce è adottata come firma dagli analfabeti o in uno scritto per cancellare o annullare qualche cosa; ant., incrocio stradale.

6) In varie loc.: fare a testa o croce, gettare una mo neta in aria tentando di indovinare quale delle due facce resterà visibile alla sua caduta, per scommessa o altro; in croce, di oggetti posti trasversalmente tra loro; stare con le braccia in croce, avere comportamento umile, riverente; anche fig., non far nulla; a occhio e croce, press'a poco, più o meno; fig., fare una croce su qualche cosa, rassegnarsi, non pensarci più.

7) In araldica, pezza onorevole formata dall'insieme della fascia e del palo.

8) In architettura, riferito soprattutto a piante di chiese, si dice a croce latina la pianta in cui i corpi di fabbrica ortogonali s'incrociano in modo che dei quattro bracci della croce uno risulti più lungo degli altri (chiese basilicali romaniche e gotiche); a croce greca, quando i quattro bracci risultano di uguale lunghezza, come negli esempi di maggiore coerenza geometrica delle chiese rinascimentali.

9) Nella tecnologia meccanica, croce di Malta, cinematismo che trasforma un moto rotatorio continuo in uno intermittente.

Cenni storici

"Per gli esempi di croci cristiane (dalla 1 alla 8) vedi il lemma del 7° volume." Strumento del supplizio di Cristo il cui nome deriva probabilmente dal sanscrito krugga (bastone pastorale), ma chiamato dai Greci staurós (palo) e dagli Ebrei ʽēṣ (albero). Questi nomi indicano perciò che in origine la croce come strumento di supplizio era un albero o un palo cui i condannati venivano confitti con chiodi o impalati. In seguito venne aggiunto un palo trasversale e dalla combinazione "Gli esempi di croci cristiane sono (dalla 1 alla 8) a pag. 434 del 7° volume." dei due elementi ebbero origine le classiche forme di croce: crux commissa a forma di tau greca; crux capitata o immissa o latina, formata da un palo lungo e da uno più corto messo in senso orizzontale a 30 cm dall'estremità del palo maggiore; croce greca dai bracci uguali; croce decussata o di Sant'Andrea (a forma di x); croce uncinata o svastica. I primi a usare la croce come supplizio furono i Persiani, poi i Greci fuori della loro patria, i Cartaginesi e i Romani. Nell'iconografia cristiana essa è divenuta il simbolo di fede più evidente e significativo, ma il segno era già largamente noto nel mondo precristiano. Il processo per cui la croce giunse a tanta universalità, soppiantando tutti gli altri simboli cristiani, si compì relativamente tardi (sec. IV). Tra i primi esempi di croce cristiana, quello discusso di Palmira e l'iscrizione di Dura Europos (163). In Occidente, oltre alla croce di Ercolano, la croce appare in un affresco dell'ipogeo degli Aurelii a Roma (ca. 253); dalla metà del sec. IV appare sui sarcofagi e in seguito, come segno del trionfo della croce, viene raffigurata gemmata e d'oro.

Simbologia

Oltre ai valori propriamente “religiosi”, nell'ambito del cristianesimo la croce ha, nelle credenze folcloristiche, un valore di forte agente apotropaico: come oggetto viene spesso collocata nei campi per favorire il buon esito del raccolto; come “segno di croce” è considerato potente contro le forze demoniache. Come simbolo, la croce è comunque assai più antica del cristianesimo: risale alla preistoria (Neolitico) la croce, da sola oppure entro un cerchio, come simbolo solare; a volte è a raggi diritti, altre volte con i raggi uncinati (svastica). In quest'ultima forma è simbolo importante nel giainismo.

Arte: oreficeria

Come lavoro artistico, la croce assunse particolare importanza . Alti raggiungimenti artistici sono espressi nelle croci-reliquiario, prodotte dall'oreficeria barbarica (croce di Poitiers, eseguita forse nel sec. X, lavoro longobardo) e in quelle realizzate in epoca bizantina (croce aurea in filigrana della Cappella delle Reliquie nel monastero benedettino della Santissima Trinità a Cava de' Tirreni, donata da Urbano II alla fine del sec. XI). Preziosissime e adorne di gemme erano le croci pettorali; ne è un esempio la croce di Berengario I. Nel sec. XV sono notevoli le croci smaltate prodotte a Limoges. In periodo barocco anche le croci si ispirarono a una decorazione esuberante e ricca di effetti, con impiego di materie diverse come il cristallo, ma nei secoli successivi si ebbe un ritorno alla semplificazione delle forme decorative. Dell'oreficeria sacra contemporanea si ricorda la croce d'altare nella Cappella del Rosario delle Suore Domenicane a Vence, opera di Matisse (1951).

Religione

Segno della croce, gesto che i cristiani fanno su se stessi, toccandosi successivamente fronte, petto e spalle, per testimoniare la loro fede nella croce salvatrice di Cristo. Fin dagli inizi fu l'atto più significativo e frequente del culto cristiano e precedeva tutti i momenti e gli atti della giornata e della vita. Nel Medioevo contrassegnava l'inizio di ogni scrittura pubblica e sostituiva la firma degli analfabeti. Nella Chiesa greca ci si segna con due dita, pollice e indice o indice e medio, per manifestare la fede nelle due nature di Cristo, mentre i monofisiti si segnavano con un dito solo. La formula più antica che accompagnava il gesto era Signum Crucis; poi venne una professione di fede a Cristo: In Nomine Iesu o alla Santissima Trinità: In nomine Patris, et Filii et Spiritus Sancti. Accanto al “grande segno” usato nella messa, nell'amministrazione dei sacramenti, nelle benedizioni, nell'ufficio, si usa un “piccolo segno” al momento della lettura del Vangelo, eseguito col solo pollice sulla fronte, sulle labbra e sul petto.

Araldica

"Per gli esempi di croci in araldica (dalla 9 alla 29) vedi il lemma del 7° volume." Vi sono moltissimi tipi di croce "Gli esempi di croci in araldica sono (dalla 9 alla 29) a pag. 434 del 7° volume." con nomi particolari: croce aguzza, con le estremità appuntite; biforcata o a otto punte, quando ciascun braccio termina in bidente, cioè con due punte allargate; bordonata, con le estremità arrotondate come il pomo del bordone; gigliata, quando le estremità finiscono a forma di giglio; patente, quando i bracci si vanno allargando verso l'estremità, ecc. Si distingue inoltre tra croce latina, in cui la traversa superiore è a tre quarti dell'altezza, e croce greca o scorciata o svizzera, con i quattro bracci di eguale lunghezza e che non toccano i lembi dello scudo. Si ricordano ancora la croce di Malta; la croce di Lorena, detta anche patriarcale, a doppia traversa, l'inferiore più lunga della superiore; la croce di Santo Spirito, a doppia traversa con le estremità biforcate; la croce di Gerusalemme, con i bracci chiusi da una piccola traversa. La croce traversa o di Sant'Andrea; detta più esattamente decussata, è formata da una banda e da una sbarra che s'incrociano.

J. T. Forestell, The Word of the Cross, Roma, 1974; J. Auer, Piccola teologia della croce, Fontanelle, 1978; R. Guénon, Il simbolismo della croce, Milano, 1989; C. Balduzzi, Il mistero della croce, Udine, 1990.