crestomazìa

sf. [sec. XIX; dal greco chrēstomátheia, studio di cose utili]. Raccolta di passi di vari autori, in prosa o in versi, compilata a scopi letterari, filosofici, linguistici. Già presso i Greci se ne contano numerosi esempi: con questo nome si intitolava l'opera di Proclo (sec. V), nota attraverso un riassunto fatto da Fozio nei primi due libri della Bibliotheca (sec. IX); famosa è anche la crestomazia di Stobeo (sec. V). In tempi successivi, si ricordano le crestomazie di Monaci, Leopardi, Carducci.

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