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cretàceo

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Lessico

agg. e sm. [sec. XVIII; dal latino cretacĕus].

1) Agg., che è formato di creta; che ha natura, aspetto di creta: terreni cretacei.

2) Agg. e sm., periodo dell'Era mesozoica, della quale costituisce la parte sommitale, il cui nome deriva dall'errata traduzione del francese craie, denominazione che serve a indicare un calcare bianco, friabile, tenero e pulverulento, di facies neritica, assai diffuso nel bacino anglo-franco-belga (bacino di Parigi, Inghilterra meridionale, Belgio e parte della Germania) dove rappresenta il Cretaceo superiore.

Geologia: generalità

Il Cretaceo viene normalmente diviso nei due sottoperiodi inferiore e superiore, ciascuno dei quali presenta ulteriori partizioni in piani e sottopiani. Sia il limite inferiore del Cretaceo sia quello superiore sono abbastanza netti in quanto esso inizia, nell'Europa e nell'Artide, con una serie trasgressiva sui depositi continentali del Purbeckiano (Giurassico superiore) e termina, nell'emisfero settentrionale, con una regressione generale, determinando così un ciclo sedimentario completo. La distribuzione delle terre nel Cretaceo non differisce molto da quella del periodo precedente in quanto paleogeograficamente perdura l'esistenza di due gruppi di continenti nei due emisferi: il nord-atlantico e il siberiano a N, l'afro-brasiliano e l'australo-indo-malgascio a S, separati dalla geosinclinale della Tetide comunicante con la geosinclinale circumpacifica. Nell'emisfero N permane il contrasto tra la “provincia boreale” con mari freddi epicontinentali, separati tra loro da massicci ercinici emersi, e la “provincia mediterranea” con mari più caldi, più profondi, caratterizzati da una sedimentazione continua. Si hanno però numerosi e notevoli movimenti trasgressivi, di cui il più importante e generalizzato si verifica durante tutto il Cenomaniano e parte del Turoniano, mentre il massimo di espansione dei mari cretacei si esplica nel Senoniano. Da notare che il “continente sahariano”, facente parte della sezione settentrionale del continente di Gondwana, subisce nel Cenomaniano l'unica trasgressione marina della sua storia. Il clima mostra accenni di differenziazione delle stagioni, accentuando le prime tendenze che già si erano avute nel Giurassico, e si possono inoltre riconoscere delle zone climatiche in base ai caratteri della vegetazione delle attuali zone artiche e subtropicali. Secondo alcuni autori si riconoscerebbero inoltre tracce di una glaciazionecretacea nell'Australia orientale.

Geologia: movimenti orogenetici e attività magmatica

I movimenti orogenetici sono stati intensi in diverse parti del globo e anche nell'area geosinclinalica della Tetide, dove si sono verificate due fasi: la fase austriaca, che ha interessato le Pennidi, le Alpi orientali, le Dinaridi e che è stata risentita anche nell'orogene dei Pirenei; la fase subercinica, che si è manifestata nella Germania di NW. Entrambe queste fasi sono riconoscibili nei Carpazi e nel Caucaso. Al limite tra il Cretaceo superiore e il Paleocene si manifesta, nell'America Settentrionale, la prima fase laramica che segna l'inizio del completamento della catena delle Cordigliere nordamericane; contemporaneamente nell'America Meridionale si ha la fase peruviana (vedi andino), che completa la surrezione delle Ande sul lato occidentale della catena. L'attività magmatica è stata molto intensa, specie nel Cretaceo superiore, ed è proseguita anche nella parte inferiore del Cenozoico, nei Pirenei, nei Balcani e, con la messa in posto dei grandi batoliti, nelle Cordigliere nordamericane e nelle Ande meridionali. Tra le manifestazioni magmatiche più grandiose di questo periodo sono però da annoverare i trapps basaltici del Deccan, che hanno ricoperto una superficie di oltre 300.000 km² con un volume superiore al milione di km3. Sempre al limite tra il Cretaceo superiore e il Cenozoico basale si hanno effusioni basaltiche anche in Italia, nel Veronese e in Sicilia; un'analoga età avrebbero le ofioliti alpine e appenniniche. Tra le formazioni sedimentarie predominano le lagunari e le neritiche in Europa, quelle continentali nell'Asia centrale e nell'America Settentrionale, quelle pelagiche e profonde nelle aree geosinclinaliche.

Geologia: le facies

Nelle regioni dell'Europa occidentale, esclusi i territori appartenenti alla Tetide, il Cretaceo inferiore è rappresentato da facies salmastre o francamente continentali con depositi sabbiosi e argillosi noti col nome di Wealdiano. In questi depositi si hanno fossili come Unio, Paludina e resti di Iguanodonti (Belgio). Nella parte meridionale della Francia si sono depositati invece sedimenti di mare profondo nella cosiddetta fossa voconziana, la più profonda che si conosca al di fuori della regione alpina, comprendenti per lo più marne e calcari marnosi, mentre nella zona provenzale si è sviluppata la facies urgoniana a calcari zoogeni, che ha interessato anche il bacino aragonese, dove è sovrapposta al Wealdiano. Il Cretaceo superiore è ben sviluppato nel bacino di Parigi, dove sono comprese tutte le località tipo dei diversi piani, ma la facies più caratteristica è quella della craie. In Spagna compare la facies africana a Ostrea; nella regione africana, oltre a questi depositi e ai calcari a Rudiste, che rappresentano i depositi marini costieri della Tetide, si hanno quelli corrispondenti alla trasgressione marina Cenomaniana del Sahara con resti di pesci, Mosasauri e altri rettili marini. Nel “continente nordafricano”, o sahariano, prevalgono però depositi arenacei di tipo continentale come le arenarie della Nubia, che includono tronchi silicizzati di Gimnosperme e resti di Dinosauri. Nella regione alpina si hanno diverse facies quali la facies di flysch della zona prealpina svizzera, gli strati di Gosau nelle Alpi calcaree settentrionali, rappresentati da depositi litorali a Ippuriti, Cefalopodi e Gasteropodi e talvolta da depositi salmastri ricchi di depositi lignitiferi. A questa formazione si avvicinano le facies di scogliera dei calcari a Rudiste delle Alpi orientali e dell'Appennino tosco-umbro e si contrappongono i calcari bianchi di facies profonda (Maiolica o Biancone) delle Alpi calcaree meridionali e dell'Italia meridionale aventi a tetto una facies pelagica marnosa, la Scaglia, e le facies fliscioidi dell'Appennino centro-settentrionale. Nelle zone desertiche dell'Asia centrorientale si hanno depositi continentali con una ricca fauna, nella quale a giganteschi Dinosauri si accompagnano i più antichi rappresentanti dei Mammiferi placentati, appartenenti ai generi Deltatheridium e Zalambdalestes. Nell'America Settentrionale il Cretaceo inferiore è presente con tre facies: quella continentale, rappresentata dalla “formazione del Potomac” ed equivalente al Wealdiano europeo, che si rinviene nella zona costiera atlantica (facente parte del “continente nordatlantico”); quella marina epicontinentale, rappresentata dal “Comanchiano”, diffusa nelle regioni sudorientali, e la facies marina profonda con ammoniti, presente sulla fascia costiera pacifica. Del Cretaceo superiore dell'America Settentrionale i depositi più caratteristici sono quelli della “serie lacustre di Laramie”, ricca di resti di Dinosauri e i cui livelli superiori, denominati strati a Triceratops, oltre a resti di rettili contengono anche quelli di piccoli mammiferi. Nel Texas i depositi cretacei, oltre a inglobare ammoniti con un diametro anche superiore ai 2 metri, comprendono grandi giacimenti petroliferi collegati con le cupole saline cretaciche e con le formazioni mineralizzate della “serie del Golfo”. Nel Cretaceo superiore di questa zona si hanno anche notevoli depositi di carbon fossile. Nel Messico i terreni di questo sistema hanno notevoli analogie con quelli del Texas e si avvicinano anche a quelli della “provincia mediterranea” per la presenza di facies di scogliera a Rudiste, facies che compare anche nelle Ande colombiane e venezuelane. Anche in queste zone si hanno depositi ad ammoniti e sono presenti grandi giacimenti petroliferi, come a Maracaibo nel Venezuela e nella valle del Magdalena in Colombia. Nell'America Meridionale si hanno anche depositi continentali con resti di Dinosauri, come in Patagonia, dove però è stato possibile riconoscere anche associazioni di ambienti neritici del Cretaceo superiore, correlabili con le associazioni coeve dell'Antartide occidentale e della Nuova Zelanda.

Geologia: flora e fauna

La flora di questo periodo non presenta grandi differenze da quella giurassica: si registra, però, l'inizio della diffusione delle Angiosperme con lo sviluppo esplosivo delle Dicotiledoni (Populus, Laurus, Quercus, Platanus, ecc.). Permangono le Bennettitali, soprattutto col genere Cycadeoidea, e numerose Conifere. § La fauna presenta microfossili di notevole importanza per la stratigrafia, soprattutto con i generi Rotalipora e Globotruncana tra i microforaminiferi, e Orbitolina e Orbitoides tra i macroforaminiferi. Gli Echinodermi sono relativamente diffusi, mentre riacquistano significato i Bivalvi, soprattutto con forme nuove come Inoceramidi e Rudiste. Poco significativi invece i Brachiopodi e i Gasteropodi. Fra i Cefalopodi si ha il massimo dello sviluppo dei nautili, mentre le ammoniti presentano un fenomeno di evoluzione regressiva con ritorno alle forme ancestrali o con lo svolgimento della conchiglia. I Pesci sono rappresentati da Condroitti e Osteitti; tra i Rettili persistono i Dinosauri con i generi Diplodocus, Tyrannosaurus, Trachodon, Triceratops, Corythosaurus, compaiono le prime tartarughe palustri e fluviali e i cheloni marini, i Mosasauri, gigantesche lucertole d'ambiente marino, e si trovano gli ultimi e più grandi rettili volatori (Pterosauri) che con lo Pteranodon potevano raggiungere oltre sette metri di apertura alare. Tra gli Uccelli, di struttura anatomica ormai molto simile alle forme attuali, ma ancora con le mascelle provviste di denti, sono diffusi i generi Hesperornis e Ichthyornis; i Mammiferi hanno caratteristiche analoghe a quelli del Giurassico e mantengono dimensioni modeste; compaiono comunque le prime forme placentate. Alla fine del periodo si ha la scomparsa improvvisa, e tuttora senza esaurienti e valide spiegazioni, dei grandi rettili, delle belemniti, ammoniti, rudiste, orbitolinidi e globotruncaridi.