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cromagnonòide

agg. [dal nome della località di Cro-Magnon+-oide]. Detto di tipo antropologico che abbia caratteri analoghi a quelli dell'uomo di Cro-Magnon. Secondo molti studiosi si può parlare di tipizzazione morfo-evolutiva cromagnonoide, in quanto le caratteristiche somatiche e la morfologia scheletrica dei reperti rinvenuti mostrano una certa omogeneità, pur appartenendo a diverse aree geografiche dell'Europa meridionale, con qualche sito nell'Europa centrale, nel Maghreb e in Palestina. I reperti più antichi, ritrovati nella Francia meridionale, in Italia (Arene Candide e Balzi Rossi) e nei Balcani sono affini a quelli coevi rinvenuti nel Maghreb e risalgono a circa 40.000 anni fa; più recenti sono quelli dei siti localizzati in Renania, Baviera e Cecoslovacchia. Tutti vengono assegnati a una forma di Homo sapiens sapiens, anche se potrebbero aver avuto rapporti con gli ultimi Neandertaliani, dato che le industrie litiche rinvenute nei siti più antichi, oltre ai tipici arnesi aurignaziani, presentano alcuni elementi musteriani; nei siti più recenti compaiono arnesi magdaleniani. Secondo alcuni studiosi si possono distinguere due filoni d'irradiazione dei cromagnonoidi: uno africano e uno europeo; al primo attribuiscono i tipi umani del Maghreb, ai quali riallacciano “l'uomo di Grimaldi”, al secondo i Cro-Magnon e gli altri tipi europei; entrambi i gruppi sarebbero derivati da “Protocromagnonoidi” individuati in Palestina (Qafzeh e Skhul) risalenti a circa 90.000 anni fa. Secondo altri, i Cromagnonoidi derivano da Paleantropi nordafricani (Ateriani) che si sono differenziati poi in Europa e in Palestina; in base a ciò, anche il problematico reperto di Chancelade, considerato un tempo solo di origine asiatica, viene giudicato una variante “settentrionale” dei Cromagnonoidi. Non si conoscono, invece, i rapporti filetici con le popolazioni successive, anche se appare logico che entrino nel substrato genetico dei più antichi abitanti dell'Europa e forse dell'Asia occidentale. I cromagnonoidi erano dediti alla caccia e alla raccolta; in base alla ricostruzione degli insediamenti, vivevano in piccoli gruppi, probabilmente familiari; abitavano in capanne seminterrate e di certo usavano abbigliamento di pelli, nonché semplici monili ricavati da pezzetti di osso, da denti e conchiglie (forse anche erbe intrecciate). Morfologicamente presentano cranio a volta alta, dolicocefalo e massiccio, con fronte ampia, diritta, tipicamente moderna; la capacità cranica varia da 1370 a 1600 cm3; la faccia è lunga, ortognata, con orbite larghe ma non alte; il mento è poco sviluppato e il naso ha forma media. I caratteri dello scheletro vanno rapportati alla statura compresa fra 147 cm, nella donna, e 166 cm nell'uomo (segno di un accentuato dimorfismo sessuale), dato che sono costanti i rapporti tra la lunghezza degli arti, con prevalenza dei segmenti distali, nonché la larghezza del bacino, la struttura del torace e la robustezza delle ossa.