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cronògrafo

sm. [sec. XVI; crono-+-grafo].

1) Scrittore di cronologie.

2) Apparecchiatura di alta precisione che permette di registrare una successione di eventi separati da intervalli di tempo brevissimi. Il termine si usa anche, impropriamente, per cronometro. Il cronografo consta di un dispositivo registratore e di un organo che fornisce un segnale con frequenza costante (orologio, pendolo, cronometro, ecc.). Secondo le modalità costruttive, si possono realizzare cronografi elettromeccanici, elettronici e fotografici. I primi sono costituiti da un pendolo o un orologio elettrico, che forniscono le indicazioni del tempo, e da un dispositivo scrivente (punta, nastro di carta, meccanismo di avanzamento) che permette la registrazione sincronizzata. Tale meccanismo scrivente può essere formato da un sistema di dischi rotanti le cui corone portano in caratteri da stampa le successive indicazioni di tempo fornite dall'orologio, indicazioni che vengono stampate all'atto di introdurre nell'apparecchio un'idonea scheda. Questi cronografi, detti stampanti, sono alla base degli orologi segnatempo delle fabbriche. I cronografi elettronici, sostanzialmente simili a quelli elettromeccanici, hanno come indicatore del tempo un orologio a quarzo, la cui precisione consente registrazioni per intervalli inferiori a 10-3 s; sono usati per scopi industriali e scientifici. I cronografi fotografici sono registratori costituiti schematicamente da un apparecchio di ripresa cinematografica, che fornisce la successione di fotogrammi registranti l'immagine ripresa dall'obiettivo, e da un dispositivo che impressiona una scala dei tempi sul bordo inferiore della pellicola; i tempi sono sincronizzati con le immagini mediante un contatore elettronico comandato da un orologio al quarzo. Tali apparecchi sono largamente utilizzati per la registrazione degli arrivi nelle gare sportive (vedi anche fotofinish) e per lo studio di vari fenomeni d'interesse scientifico soprattutto nel campo della biologia.