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dótto

sm. [sec. XVII; dal latino ductus]. Canale, conduttura. In particolare, in anatomia, canale con pareti proprie, nel quale scorre, in genere, un liquido organico (sangue, linfa, prodotti della secrezione delle ghiandole, ecc.): dotti biliari, i canali che raccolgono la bile nel fegato; dotto cistico, condotto che collega la cistifellea con il dotto epatico, unendosi al quale dà origine al coledoco; dotto cocleare, canale dell'orecchio interno, prolungamento del sacculo; dotto deferente ed eiaculatore, condotti che collegano, rispettivamente, il testicolo alle vescichette seminali e queste all'uretra; dotto endolinfatico, sottile canale che nella fase dello sviluppo dell'orecchio interno dei Vertebrati pone in comunicazione la vescicola otica con l'esterno e successivamente, occludendosi, forma un condotto a fondo cieco (sacco endolinfatico); dotto epatoenterico, canale biliare che porta la bile al duodeno; dotto galattoforo o lattifero, condotto escretore della ghiandola mammaria; dotto toracico, il principale canale linfatico; nasce dalla cisterna del Pecquet e da tronchi linfatici intestinali, porta la linfa raccolta dall'intestino e dalla parte inferiore del corpo alla vena succlavia sinistra, dove sbocca, dopo aver percorso il mediastino posteriore, lungo la colonna vertebrale, sino al collo. Per i dotti contraddistinti dai nomi degli scienziati che li descrissero, vedi ai singoli lemmi (per esempio, dotto di Botallo).