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deflessióne

sf. [sec. XVIII; da deflettere].

1) Atto ed effetto del deflettere, per lo più fig.: deflessione da un principio. In particolare, nel linguaggio scientifico e tecnico: A) negli strumenti di misura, deviazione di un indice, per esempio un ago o un raggio di luce, da una data posizione iniziale. B) Negli acceleratori di particelle, nei tubi a raggi catodici e in generale in tutti gli apparecchi e fenomeni nei quali si abbia un fascio di particelle che segue una certa traiettoria, deviazione provocata da opportuni campi elettrici o magnetici. C) Nelle esperienze per comprovare la validità della teoria della relatività generale, deflessione della luce, o deviazione della luce, lo scostamento dalla propagazione rettilinea che si osserva nella luce proveniente dalle stelle in prossimità di grandi masse. Nel caso in cui, invece, la deflessione dei raggi luminosi sia prodotta dai comuni fenomeni di rifrazione, si parla piuttosto di deviazione, o, senz'altro, di rifrazione. D) In aerodinamica, deviazione della vena fluida che investe una superficie portante in direzione opposta a quella della portanza prodotta dalla superficie citata. E) In elettronica, deviazione in senso orizzontale e verticale del pennello elettronico di un tubo a raggi catodici comandata da opportuni elettrodi, detti placchette di deflessione.

2) In ostetricia, estensione della testa del feto durante il disimpegno.

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