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democrazìa popolare

locuzione che indica, secondo la teoria marxista e quella leninista, una forma di Stato in cui il potere, appartenente a tutti i lavoratori, viene esercitato dal partito comunista, con il proposito di garantire gli interessi della maggioranza della popolazione. Le democrazie popolari, sorte con lo scopo di realizzare società socialiste, si sono fortemente diffuse in tutto l'Est europeo dopo la fine della seconda guerra mondiale e sono rimaste strettamente legate alla politica dell'Unione Sovietica che per molti anni ha impedito, anche con la forza, le istanze di rinnovamento che venivano da alcuni di quei Paesi (Ungheria, Cecoslovacchia, Polonia). Alla fine degli anni Ottanta, però, pressoché tutte le democrazie popolari europee sono cadute o si sono avviate verso una profonda trasformazione in senso democratico: un processo che ha investito da ultimo la stessa Unione Sovietica, fino al crollo del regime comunista (agosto 1991), seguito, nel dicembre dello stesso anno, dalla disgregazione dell'URSS. Forme di democrazia popolare sono ancora presenti in America Latina (Cuba) e in Asia (Cina e Viet Nam).

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