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dentèllo

sm. [sec. XIV; dal francese dentelle].

1) Qualunque sporgenza o tacca simile a un piccolo dente. In particolare, nel linguaggio tecnico e scientifico: A) prominenza a forma di dente che può fungere da riscontro per il posizionamento di pezzi, da arresto di arpionismi, o come comando di dispositivi a scatto quali i contagiri e i contapezzi. B) In zoologia, dentello cutaneo, formazione delle scaglie placoidi dei Selaci che sporge dalla piastra basale; è formato da un'estroflessione cutanea rivestita da uno strato di smalto. La presenza di questi dentelli rende la pelle dei Selaci ruvida al tatto. Dentello corneo, formazione presente nell'apertura boccale dei Ciclostomi e delle larve degli Anfibi che assolve alla funzione di dentatura. C) Blocchetto rettangolare o piccolo parallelepipedo usato come motivo architettonico decorativo, ripetuto e continuo, nell'incavo della modanatura di una cornice. Nei monumenti classici la sottocornice della trabeazione era ornata di dentelli (o denticuli) che Vitruvio interpretava come una stilizzazione dei travicelli lignei delle coperture di età arcaica. Il motivo del dentello fu molto usato anche sulle cornici dei mobili a struttura architettonica, quali armadi e stipi, soprattutto nel sec. XVI.

2) Trina, pizzo, merletto.

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