dermatòsi

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Medicina

sf. [sec. XIX; da dermato-+-osi]. Nome generico di malattie della pelle, caratterizzate da fenomeni prevalentemente degenerativi. Vengono suddivise in gruppi sulla base dell'agente patogeno. Dermatosi topiche professionali sono quelle determinate da cause fisiche, chimiche, meccaniche dell'ambiente di lavoro in soggetti con una base costituzionale allergica o di predisposizione: così i muratori possono contrarre la dermatosi da cemento, il personale addetto ai bagni di cromatura e di nichelatura la dermatosi da cromo e da nichel, ecc. I materiali più comunemente noti come agenti patogeni, oltre quelli già menzionati, sono: tutti i solventi (benzina, benzolo, xilolo, trementina, ecc.), molti coloranti (specie le aniline), gli oli minerali impiegati come lubrificanti, le resine sintetiche, i detersivi usati come sgrassanti, la parafenilendiammina, il paramminofenolo, l'acido tioglicolico, le lacche, alcuni legni speciali, le vernici, i cosmetici e molti medicinali durante le fasi della loro preparazione. Queste dermatosi si presentano di solito localizzate e solo di rado diffuse, in maniera polimorfa con focolai eritemato-edematosi, vescicolosi, essudativi, desquamativi, infiltrativi e con prurito in sede di lesione; decorrono all'inizio con focolaio primario in parti scoperte ed esposte all'agente esterno con evoluzione espansiva in sede o eruttiva con disseminazione a distanza. La durata è varia e irregolare con possibili recidive. La terapia dev'essere causale, ricercando l'allergene con le apposite prove: comunemente usato per le diagnosi di dermatosi da contatto è il test epicutaneo o Patch Test. La dermatosi dismenorroica è legata a turbe endocrine e compare durante i cicli mestruali; si manifesta con chiazze eritematose polimorfe, spesso simmetriche, sulle tempie, sui padiglioni auricolari, sulla nuca, sulle regioni intermammaria e interscapolare, sui fianchi. Le dermatosi precancerose sono delle affezioni cutanee a carattere infiammatorio o displastico che possono andare incontro a metaplasia epiteliale. È necessario seguire l'evoluzione della patologia ed intervenire prontamente al sospetto di un'evoluzione metaplasica. Le più comuni sono: la leucoplasia, lo xeroderma pigmentoso, il morbo di Paget, il morbo di Bowen, la melanosi circoscritta precancerosa di Dübreuilh. Le dermatosi discromiche sono così denominate perché sembrerebbero legate ad alterato metabolismo o abnorme distribuzione del pigmento cutaneo. Nelle dermatosi discromiche si può avere infatti una distribuzione in eccesso del pigmento melanico (ipermelanosi bruna) come nel caso delle efelidi e delle lentiggini in cui l'ipermelanosi è geneticamente determinata, delle macchie brune in caso di sindrome di Albright, in cui coesistono lesioni ossee e disfunzioni endocrine. L'ipermelanosi si può associare a particolari stati endocrini (morbo di Addison, gravidanza, ipertiroidismo), a malattie cutanee croniche, all'uso di farmaci citostatici, raggi X, raggi ultravioletti, particolari sostanze chimiche (sulfamidici). Una riduzione del pigmento melanico o la sua assenza porta alle ipomelanosi e amelanosi o acromia. La vitiligine, malattia a carattere familiare caratterizzata dalla presenza di aree cutanee acromiche, rappresenta una condizione di amelanosi. Le dermatosi leucemiche sono manifestazioni cutanee nel decorso di leucemie. Più frequentemente la cute è interessata in corso di leucemia linfatica a cellule B. Le lesioni cutanee in corso di leucemia sono in genere di tipo papulonodulare; si possono avere anche manifestazioni cutanee di tipo aspecifico, i leucemidi, estremamente variabili da un punto di vista clinico con porpora ed eruzioni di tipo morbilliforme, roseolico o urticarioide. Per la dermatosi giovanile, vedi acne volgare.

Veterinaria

In veterinaria le dermatosi hanno grande importanza specialmente se si pensa che alcune di esse possono essere trasmesse dagli animali all'uomo. Le cause sono le stesse che le provocano nell'uomo, cioè: infettive, infestive, allergiche e tumorali. Inoltre le cause possono essere di natura esogena, meccanica e fisico-chimica, di natura endogena (alimentari, epatiche, renali, ecc.), oppure di natura endocrina (ipotiroidismo, ipoestrogenismo, ipogonadismo, iperestrogenismo).

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