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dièta (storia)

sf. [sec. XIV; dal latino medievale dieta, da dies, giorno (dell'assemblea)]. Denominazione data, da Carlo Magno in poi, alle assemblee del Sacro Romano Impero che prendevano le più importanti decisioni intorno agli affari pubblici e che, fino alla Bolla d'Oro del 1356, erano incaricate dell'elezione regia. L'iniziale partecipazione popolare ai Campi di Maggio nell'età carolingia venne ben presto sostituita dall'esclusiva partecipazione dei feudatari e dell'alto clero, a cui si aggiunsero più tardi i rappresentanti delle città. Le diete imperiali si riunivano per lo più in una sede fissa (dal 1663 fu sede permanente delle adunanze la città di Ratisbona). Vennero denominate diete anche alcune importanti assemblee politiche convocate periodicamente nel regno di Polonia e in altri stati europei. La convocazione delle diete cessò verso i primi dell'Ottocento, con la fine del Sacro Romano Impero, ma il Congresso di Vienna del 1815 le ristabilì fissandone la sede a Francoforte. Nell'impero austroungarico erano così chiamate le assemblee dei deputati dei paesi facenti parte del Consiglio dell'Impero; ogni assemblea rappresentava un vero e proprio parlamento provinciale, dipendente dal governo centrale, e aveva ampi poteri decisionali in merito a tutte le questioni legislative che non fossero di competenza dei parlamenti di Vienna e di Budapest.