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diafonìa

sf. [sec. XVII; dal greco diaphōnía, dissonanza].

1) Nella teoria musicale greca, la dissonanza (in contrapposizione a sinfonia). Il termine ritorna in alcuni teorici medievali per indicare una forma elementare di polifonia a due voci con moto parallelo o contrario.

2) Perturbazione di una linea telefonica che ha come effetto l'ascolto, a uno o a entrambi gli apparecchi di estremità, della conversazione in corso su un'altra linea. È dovuta ad accoppiamento anomalo delle due linee telefoniche, generalmente per effetto di squilibri nel bilanciamento dei circuiti relativi. La valutazione della diafonia viene effettuata mediante la misura dell'attenuazione di diafonia, che è l'attenuazione corrispondente alla propagazione indiretta della tensione, della corrente o della potenza telefonica dall'apparecchio disturbante all'apparecchio disturbato. Questa misurazione si effettua mediante un apparecchio detto diafonometro. La diafonia è distinta in paradiafonia e telediafonia: la prima si evidenzia quando l'apparecchio terminale del circuito disturbante genera una tensione che provoca disturbi al ricevitore dell'apparecchio terminale vicino del circuito disturbato; si parla invece di telediafonia quando l'apparecchio terminale del circuito disturbante genera una tensione che provoca disturbi al ricevitore dell'apparecchio terminale lontano del circuito disturbato. L'attenuazione di diafonia è definita come a= 20 log I/Id (espressa in dB) dove I è la corrente misurata all'estremità del circuito disturbante e Id è la corrente misurata all'estremità contigua (nel caso di paradiafonia) o lontana (nel caso di telediafonia) del circuito disturbato.

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