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sf. [sec. XIX; da diagnostico]. L'insieme delle discipline e dei mezzi tecnici di indagine che permettono al medico di formulare una corretta diagnosi.

Diagnostica per immagini

La ricerca ha compiuto notevoli progressi nel migliorare le prestazioni e la qualità delle apparecchiature di diagnostica per immagini, quali SPET, PET., TAC, RMN, apparecchiature ecografiche. La SPET (tomografia a emissione di fotone singolo) si sta rivelando particolarmente efficace per la diagnosi di alcune malattie neurologiche come certi tipi di demenze, il morbo di Alzheimer e l'epilessia. Laddove la TAC e la RMN rivelano segni generici di atrofia (riscontrabili in chi invecchia fisiologicamente e in chi soffre di morbo di Alzheimer in fase iniziale), la SPET identifica invece la malattia in modo più netto. Ha inoltre il vantaggio, rispetto a un'apparecchiatura analoga come la PET (tomografia a emissione di positroni), di non aver bisogno di un ciclotrone per produrre i positroni ma di dispositivi più compatti (gammacamere) e meno costosi per la produzione di fotoni. La PET è invece più indicata per individuare alterazioni funzionali, come i disturbi della memoria. In particolare riesce a visualizzare il metabolismo cerebrale e quindi l'attività dei recettori benzodiazepinici e dopaminergici nelle malattie neurodegenerative. La tecnologia della TAC si è sviluppata con la realizzazione di un tomografo a scansione elicoidale che riduce notevolmente i tempi di permanenza del paziente per indagini complesse come una tomografia addominale, riducendo anche la quantità del mezzo di contrasto iniettato. La tradizionale angiografia si è poi associata con la RMN (risonanza magnetica nucleare) con cui si ottengono immagini tridimensionali di vene e arterie. Le applicazioni consolidate della nuova tecnica riguardano finora i vasi cerebrali e le biforcazioni carotidee, e per il futuro lo studio dell'aorta addominale, dei vasi degli arti inferiori e delle coronarie. Fra le forme di diagnostica per immagini, l'ecografia ha acquisito una componente tridimensionale, particolarmente indicata per studiare il cuore e i vasi sanguigni (ecocardiografia). Sono stati migliorati anche i mezzi di contrasto, che nelle indagini con ultrasuoni sono rappresentati da sostanze che una volta iniettate formano microscopiche bolle che permettono, per esempio, di tracciare i vasi sanguigni con precisione fornendo immagini sia della motilità della parete sia del flusso sanguigno. In questo modo è possibile osservare fenomeni come lo “stupore” del miocardio, ossia lo stato di torpore e di inattività che può verificarsi nel muscolo del cuore quando non è bene irrorato di sangue. Con l'ecocardiografia è possibile anche esplorare le pareti delle arterie alla ricerca di eventuali danni. La diagnosi di malattie gastrointestinali può essere eseguita da una particolare e innovativa apparecchiatura denominata "pillola endoscopica", costituita da una microtelecamera e da un trasmettitore radio di immagini, che viene ingoiata dal paziente. Il dispositivo permette di visualizzare tratti intestinali non osservabili altrimenti, ma non è indicato per lo stomaco e il colon e non si rivela dunque sostitutivo degli esami endoscopici compiuti con sonde in fibre ottiche inserite in gola o per via rettale. L'apparecchiatura è stata inventata e sperimentata con successo dal gastroenterologo britannico Paul Swain con la sua equipe di ricercatori del Royal London Hospital. Il congegno, che misura 11x30 mm, comprende una telecamera, una fonte interna di luce e un radiotrasmettitore che invia ogni secondo due immagini a colori ad alta definizione a un registratore inserito in una cintura indossata dal paziente. La pillola, una volta ingoiata, in circa 24 ore percorre tutto l'apparato digerente grazie alla peristalsi e viene poi viene espulsa naturalmente. L'indicazione diagnostica principale consiste nell'esame dell'intestino tenue (duodeno-digiuno-ileo), di difficile studio a causa della sua lunghezza (8 metri) e della sua tortuosità.