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diarrèa

sf. [sec. XIV; dal greco diárrhoia]. Condizione patologica della funzionalità intestinale caratterizzata da evacuazioni (2 o più al giorno) di feci liquide e poltacee, che possono diventare acquose, con volume o frequenza superiore rispetto alle abitudini di un dato individuo. Di solito la diarrea è accompagnata da dolori addominali che si spostano con le onde peristaltiche e si attenuano dopo la defecazione. Normalmente in un soggetto adulto la quantità di feci emesse giornalmente è pari in media a 100/300 g. In caso di diarrea il peso giornaliero di feci è >300 g. La diarrea è dovuta soprattutto a un eccesso dell'acqua contenuta nelle feci ed è l'espressione di disturbi funzionali della digestione (diarrea primaria) o di lesioni anatomiche dell'apparato digerente (diarrea secondaria) o di malattia extraintestinale (diarree nervose, endocrine, ecc.) o anche, paradossalmente, di una stitichezza cronica senza accelerato transito intestinale (diarree false). Tre sono i meccanismi principali responsabili della manifestazione diarroica: aumento della motilità intestinale, diminuito assorbimento del contenuto intestinale e aumento della secrezione dei liquidi. La diarrea può essere responsabile di una grave perdita di liquidi ed elettroliti fino alla disidratazione e al collasso vascolare. La perdita di bicarbonati può portare ad acidosi metabolica e una grave perdita di potassio può portare a tetania e interessamento cardiaco. In relazione alle modalità d'insorgenza e al decorso si differenziano le diarree acute, legate a infezioni da colibacilli, enterococchi o secondarie a malattie intestinali, a intossicazioni alimentari o medicamentose, e le diarree croniche, causate da diverse forme morbose (neoplasie, processi tubercolari, diabete, gotta). La terapia della diarrea prevede come primo approccio la rimozione dei fattori causali e nello stesso tempo l'impiego di agenti destinati ad aumentare il volume delle feci o modificare la mobilità dell'intestino; verranno altresì adottate misure dietetiche e misure reintegrative con somministrazione di liquidi e di elettroliti. Nelle diarree di origine psicogena sarà opportuno l'uso di tranquillanti. Nel lattante, soprattutto nei primi tre mesi di vita, la diarrea può assumere carattere di gravità; in particolare, il bambino allattato artificialmente è maggiormente esposto alla diarrea di quello allattato al seno. Può essere provocata da eccesso o difetto di alimentazione (diarrea quantitativa), da alimenti non adatti ai poteri digestivi dell'età (diarrea qualitativa); inoltre, può essere favorita dalla costituzione, dalla temperatura esterna (calore estivo), dallo stato di nutrizione, dalle condizioni igieniche.