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digerènte

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Lessico

agg. [sec. XVII; ppr. di digerire]. Di ciò che digerisce o che serve o si riferisce alla digestione. Apparato digerente, il complesso di organi deputati all'assunzione degli alimenti, alla loro fluidificazione, nonché all'assimilazione dei prodotti della digestione, destinati alla nutrizione degli organismi animali.

Embriologia e anatomia comparata

L'apparato digerente origina, nella massima parte, dall'endoderma con la collaborazione del mesenchima sottostante. Nei Vertebrati la formazione dell'intestino avviene precocemente, negli Amnioti quando si verifica la delimitazione dell'embrione dai materiali extraembrionali. L'endoderma si trasforma in doccia allungata (canale intestinale), quindi in un tubo che, in seguito allo sviluppo cranio-caudale dell'embrione, si prolunga in due diverticoli a fondo cieco, uno all'estremità craniale (intestino cefalico), l'altro alla estremità caudale (intestino addominale). In un secondo tempo l'ectoderma si introflette anteriormente e forma una tasca (stomodeo), finché l'ectoderma e l'endoderma vengono a contatto e costituiscono una membrana che si perfora (apertura boccale). Un fenomeno simile avviene all'estremità caudale, formandosi così l'apertura anale (prottodeo). Successivamente l'intestino anteriore si appiattisce e si sviluppa nella faringe, nella quale, dall'endoderma laterale, si formano le tasche branchiali. In particolare la porzione endodermica del tubo digerente comincia nella faringe. Qui l'embrione dei Mammiferi produce quattro paia di tasche faringee che, invece di generare branchie, sono modificate per svolgere la propria funzione nell'ambiente terrestre. Le prime tasche faringee diventano il canale uditivo dell'orecchio medio e le trombe di Eustachio. Il secondo paio di tasche dà origine alla parete delle tonsille. Dal terzo e quarto paio derivano le ghiandole parotidi. Da altri diverticoli dell'intestino addominale originano il fegato, il pancreas e il duodeno. Tali evaginazioni, di origine endodermica, sono sempre accompagnate da porzioni di tessuto mesodermico che vanno a formare il sangue, i tessuti connettivo e muscolare, il sistema linfatico di tali organi. Quando questi fenomeni si sono espletati già sono presenti gli abbozzi di tutti gli organi definitivi. Negli animali, un apparato digerente morfologicamente completo compare nei Nemertini, gli animali più primitivi in cui è presente l'ano. I Poriferi praticano una digestione esclusivamente endocellulare e i Celenterati, gli Ctenofori e i Platelminti introducono il cibo in una cavità a fondo cieco, dove la digestione è solo parzialmente extracellulare. Alcuni Echinodermi sono secondariamente privi di apertura anale. Negli animali che presentano un apparato digerente ben definito, questo è in genere suddiviso in faringe, esofago, stomaco e intestino. A questi organi se ne affiancano altri come quelli per la triturazione delle particelle solide (per esempio, radula, mandibole, denti) o per la produzione di enzimi digestivi. Nei Vertebrati il fegato e il pancreas, oltre ad avere altre funzioni, sono importanti ghiandole digestive annesse all'intestino. Infine in alcuni Vertebrati l'apertura anale può essere comune all'apparato urogenitale, la cloaca. Nei Mammiferi un setto, il perineo, divide l'apertura anale dal seno urogenitale.

Anatomia umana

Nell'uomo l'apparato digerente risulta costituito da un tubo lungo una decina di metri che, iniziando dalla bocca, prosegue nel faringe e quindi con un canale, dal calibro e dalla forma irregolari, in cui si possono distinguere l'esofago, lo stomaco o ventricolo (congiunti dal cardias o sfintere cardiale) e l'intestino, che termina con l'ano. Lo stomaco e l'intestino sono sospesi all'interno del celoma addominale per mezzo dei mesenteri, attraverso i quali sono raggiunti dai nervi e dai vasi sanguigni. Lo stomaco è un organo a forma di sacco, all'interno del quale avviene il primo accumulo e rimescolamento del cibo e l'inizio dell'idrolisi enzimatica delle proteine (grazie all'enzima proteolitico pepsina, contenuto nei succhi gastrici). Ma il vero processo di digestione e assimilazione delle sostanze nutritive avviene nell'intestino. Esso viene suddiviso, in base a talune caratteristiche anatomiche macroscopiche e alla sua posizione nell'addome, in tenue (distinto in duodeno, digiuno e ileo), in crasso (suddivisibile in cieco e colon) e in retto che si apre all'esterno attraverso l'ano. All'apparato digerente sono annesse numerose ghiandole, alcune situate nelle pareti stesse dei vari organi (per esempio, protide, sottomascellare, sottolinguale), altre, come il fegato e il pancreas, extraparietali. Le pareti di tutto il tubo digerente, pur con talune differenti proprietà strutturali proprie di certi tratti, sono generalmente costituite da tre strati sovrapposti: tunica mucosa, tunica muscolare, tunica esterna. La maggior parte del tubo digerente è avvolto da una membrana sierosa che, nella porzione sottodiaframmatica, è rappresentata dal peritoneo, che riveste sia le pareti della cavità addominale (peritoneo parietale) sia gli organi in essa contenuti (peritoneo viscerale), rappresentando un mezzo di fissazione dei visceri interni. Tale membrana prende il nome di mesentere, per la parte che riveste l'intestino tenue, di mesocolon, per il colon, e di grande omento o epiploon per quella parte che si ripiega sulla massa intestinale, e che da esso è ricoperta, anteriormente, come un mantello o un grembiule.