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discrasìa

sf. [sec. XVI; dal greco dyskrasía, cattiva mescolanza]. Termine impiegato per indicare alcune condizioni abnormi della composizione del sangue e di altri umori dell'organismo. Le discrasie possono essere transitorie o permanenti, e anche costituzionali. Sono considerate discrasie le gravi variazioni della composizione proteica del plasma come pure le variazioni di tipo allergico-immunitario nel corso di vaccinazioni o di shock anafilattico. Va sottolineato, tuttavia, che al termine di discrasia non corrisponde un quadro clinico definito. Condizioni patologiche di organi (fegato, rene, organi ematopoietici) che influiscono sulla composizione chimica del sangue portano facilmente a discrasia; anche la senescenza dell'organismo porta a variazioni nella composizione degli umori dell'organismo.

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