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domìnio

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Lessico

sm. [sec. XIII; dal latino dominĭum].

1) Il dominare e l'essere dominato: sottrarsi al dominio di qualcuno. In particolare, autorità, supremazia, potere: ribellarsi al dominio spirituale della Chiesa. Rar., proprietà: dominio di un terreno; per estensione: di dominio pubblico, di proprietà collettiva; in particolare, in diritto sono di dominio pubblico le opere dell'ingegno che, per il tempo trascorso, non sono più soggette ad alcun diritto esclusivo di utilizzazione economica. Secondo la legge italiana i diritti di utilizzazione di un'opera durano tutta la vita dell'autore e fino al termine del cinquantesimo anno solare dopo la sua morte. Fig.: una notizia di dominio pubblico, universalmente nota.

2) Potere politico, attuazione di tale potere: sotto il suo dominio tutto procedeva bene. Per estensione, territorio su cui si esercita il potere:. In particolare: dominio del mare, controllo militare delle comunicazioni marittime. Il dominio del mare ha sempre interessato le grandi potenze marinare, soprattutto dopo la scoperta delle Americhe e l'intensificarsi dei traffici commerciali. Per il predominio sui mari Inghilterra e Olanda (vedi guerre anglo-olandesi) si impegnarono in lotte estenuanti nella seconda metà del 1600. Nel corso delle due guerre mondiali la lotta per il dominio del mare è costata la perdita d'un altissimo numero di vite umane e di mezzi. Con analogo concetto va spiegato il dominio dell'aria: manifesta superiorità per la quale al nemico è impedito di esercitare azioni offensive di qualche rilievo.

3) Fig., ambito, sfera di azione: dominio delle scienze. In particolare, dominio faunistico, zona nella quale animali con determinate caratteristiche si raggruppano a formare delle comunità biologiche. I due domini principali sono l'acquatico e il terrestre. Dominio floristico, ognuna delle parti nelle quali viene suddiviso un regno floristico. Il regno oloartico, per esempio, che abbraccia le regioni temperate e fredde dell'emisfero boreale, comprende il dominio eurasiatico temperato, il dominio mediterraneo, il dominio pontico ecc.

4) Controllo, padronanza, anche fig.: dominio di sé.

5) In araldica, armi di dominio, armi di feudi, domini, terre, che si uniscono a quelle della famiglia che li possiede.

6) In fisica, porzione di materiale ferromagnetico entro il quale i magnetini elementari sono tutti egualmente orientati. Tra un dominio e quelli adiacenti, poiché la magnetizzazione non può invertirsi bruscamente, si hanno zone di transizione dette pareti di Bloch. L'applicazione al materiale di un campo magnetico esterno produce moti discontinui di queste pareti che portano a piccoli salti nella magnetizzazione del materiale (effetto Barkhausen), osservabili con strumenti abbastanza sensibili.

7) Nella teoria delle funzioni, sinonimo di insieme di definizione. Alcuni autori chiamano dominio un insieme aperto e connesso di uno spazio topologico, in particolare un insieme connesso della retta, del piano, dello spazio ordinario, dotati della ordinaria topologia dedotta dalla distanza. In algebra, il termine dominio di integrità è sinonimo di campo di integrità.

8) In informatica, elemento dell'indirizzo di un sito Internet che segnala l'appartenenza a un'organizzazione, a un'istituzione o la collocazione territoriale (per esempio, org definisce un'organizzazione, it l'Italia come collocazione). In informatica teorica, spazio in cui definire funzioni che esprimano il significato computazionale di un programma.

9) In logica matematica, nella teoria delle relazioni, considerata la relazionexRy, dove, rispetto alla relazione R, x è il predecessore e y è il successore, si dice che il dominio di R è dato dalla classe di tutti i predecessori. Nel caso di una relazione di identità il dominio coincide con il codominio nella classe totale. L'uso più diffuso si ha nell'interpretazione di un dato sistema logico, quando si assume che le variabili di questo abbiano quali valori gli elementi che costituiscono un dato insieme qualsivoglia, chiamato appunto dominio. Nello studio del calcolo classico dei predicati l'unica condizione che si pone nella scelta del dominio è che esso non sia vuoto.

Diritto

Nel diritto romano, appartenenza di un bene a un soggetto, che poteva essere tanto il popolo romano, quanto un privato cittadino. Il primo conservava il dominio dei campi dati in concessione a privati, sia in Italia sia nelle province: il tributo per il godimento del suolo veniva riscosso dai censori, questori, pubblicani e, successivamente, anche dai funzionari imperiali. I cittadini romani potevano avere tanto il dominio ex iure Quiritium quanto l'in bonis habere. Il pater familias che aveva beni in dominio ex iure Quiritium ne aveva la piena disponibilità e veniva efficacemente difeso nel suo diritto mediante l'azione di rivendica, in quanto si trattava di un rapporto riconosciuto e tutelato dallo ius civile. Tale regime si mantenne fino all'epoca dioclezianea, in cui anche i campi in dominio ex iure Quiritium vennero sottoposti a tributo. Questo tipo di dominio poteva essere acquistato per successione per causa di morte oppure, tra vivi, soltanto per mezzo di negozi solenni o di usucapione. La seconda forma di dominio era l'in bonis habere, signoria sulla cosa che, in epoca repubblicana e nel principato, era riconosciuta e tutelata dal pretore. § Nel Medioevo prevalsero i concetti di dominio eminente, che indicava la supremazia del principe su tutto il territorio statale in quanto tutore del bene pubblico, e di dominio utile o improprio, che non era la vera proprietà, ma dava diritto allo sfruttamento della cosa ed era protetto dal diritto civile alla stessa stregua della proprietà. Importante era stato fin dall'antichità il dominio collettivo, costituito da un complesso di terre utilizzate dall'intera comunità. Roma aveva rispettato tale diritto, legandolo però al territorio dei municipia. Questo uso era presente anche presso i popoli germanici, per cui, dopo le invasioni barbariche, fu rispettato il diritto delle singole popolazioni su pascoli e boschi, sebbene presentato come concessione del re o del signore locale. Con il costituirsi delle città in comuni il dominio di queste terre rimase collettivo, ma il loro godimento fu frazionato fra i diversi membri della collettività. Nasceva così il concetto di diritto personale, intangibile e inalienabile, che entrò nelle varie legislazioni statutarie. § Nel diritto moderno il dominio eminente trova una nuova formulazione in Grozio, che lo definisce come disponibilità di quei beni, che in origine furono comuni e vennero poi divisi, a ritornare comuni di fronte a una necessità collettiva, per volontà sovrana. Il diritto moderno ha elaborato anche il concetto di “dominio riservato degli Stati”, che s'identifica con la libertà e l'autonomia dei singoli Stati, inattaccabile, in linea di principio, da norme del diritto internazionale. Da ultimo, nell'enfiteusi prevale il dominio utile (vedi anche proprietà).

Sociologia

Il concetto moderno di dominio come rapporto sociale di superiorità di un soggetto su un altro risale all'Ottocento ed è il risultato principalmente della speculazione sociologica tedesca. È tuttavia un concetto non univoco, che può infatti designare il controllo effettivo da parte di una classe sociale dei mezzi di produzione così come una forma di solidarietà espressa e imposta dall'alto o una sorta di libero contratto per cui due gruppi o individui accettano di instaurare un rapporto gerarchico invece che egualitario. Seguendo l'analisi di Max Weber, si possono distinguere nel dominio componenti oggettive e componenti soggettive. Tra le componenti oggettive, o esteriori, ci sono il potere e il controllo sociale, tra quelle soggettive, che attengono all'individuo oggetto del dominio, l'autorità e l'influenza. Storicamente, per mantenere l'efficacia del dominio, il soggetto dello stesso tende a trasformare le componenti oggettive in soggettive, vale a dire il potere in autorità e il controllo sociale in influenza, per estendere il dominio dall'esterno all'interno. Sempre secondo Weber, il dominio è alla continua ricerca di legittimazione, attraverso il richiamo a valori che il dominatore ritiene riconosciuti e diffusi: sostanzialmente, la tradizione, l'investitura carismatica, l'ordinamento legale fondato sul diritto razionale. Alle diverse forme di dominio vengono imputate diverse conseguenze sociali, quali: l'alienazione, la divisione del lavoro, la pauperizzazione, le disuguaglianze sociali, l'acculturazione forzata.