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domatóre

sm. (f. -trice) [sec. XIV; da domare].

1) Chi doma; in particolare, chi negli spettacoli circensi e nelle fiere presenta animali feroci addestrati a compiere esercizi.

2) Per estensione, lett., chi domina: “domatore della materia” (Pascoli). § Le prime testimonianze della pratica di ammansire le belve provengono dall'India e dall'Assiria; a Roma i mansuetarii addestravano ogni specie di animali con sistemi poco dissimili da quelli moderni: sferza, privazione del sonno, digiuno, o all'opposto, con la dolcezza. Anche oggi l'addestramento è condotto secondo due metodi, denominati “in ferocia” e “in dolcezza”. C. Hagenbeck, ideatore della gabbia centrale rotonda (1888) usò una terza tattica, basata sull'esperienza, sulla vigilanza paziente e sullo studio della psicologia e degli istinti degli animali. Primo domatore moderno è stato il marsigliese H. Martin, sceso in gabbia con una tigre nel 1920 (vedi anche ammaestratore e animali).

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