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dominante

agg. [sec. XIV; ppr. di dominare].

1) Che domina: popolazioni dominanti.

2) Che predomina, prevale sugli altri, che detiene il potere: partito dominante; religione dominante; idea dominante, fissa. Con accezioni specifiche: A) in musica, nel sistema tonale, nota dominante (o dominante, sf.), il quinto grado della scala diatonica, nella quale occupa una posizione di singolare importanza, seconda solo alla tonica. Il suo rapporto di attrazione verso la tonica costituisce una delle funzioni essenziali della dominante nell'armonia. Nei modi ecclesiastici autentici è quasi sempre una quinta sopra la finalis, nei plagali una terza sopra. B) In fitosociologia, di specie vegetale che, fra tutte le specie che formano una determinata associazione o che popolano una certa stazione, raggiunge il maggior valore di copertura. C) In genetica, carattere dominante, quello che appare nella prima generazione successiva a un incrocio (F₁) in contrapposizione alla sua forma alternativa, detta carattere recessivo (vedi Mendel, leggi di-). D) In etologia, maschio dominante, che presenta dominanza, quello che occupa il rango più elevato in un sistema gerarchizzato. E) In fotografia, di colorazione (anche dominante, sf.) non naturale assunta da un'immagine fotografica a colori. La dominante si dice generale quando la colorazione è distribuita sull'intero fotogramma con uguale intensità, localizzata quando si limita a una parte dell'immagine. La dominante è dovuta a un eccesso o a un difetto di densità di uno o due strati della pellicola a colori. Una dominante generale può essere dovuta, per esempio, a un'illuminazione con temperatura di colore diversa da quella per cui è tarata la pellicola, oppure a variazioni o difetti nello sviluppo. Le dominanti localizzate sono dovute tipicamente a riflessi di superfici colorate. Una dominante generale, se non è desiderata, può essere eliminata nel corso della stampa con un filtro dello stesso colore.