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eclampsìa

sf. [sec. XVI; dal greco éklampsis, lampeggiamento]. sindrome che si manifesta con un accesso convulsivo di tipo epilettoide. Può insorgere durante la gravidanza (eclampsia gravidica), e in questo caso può colpire anche il neonato (eclampsia neonatorum), e nel puerperio. L'eclampsia gravidica insorge di solito tra la ventesima settimana di gestazione e la fine della prima settimana post-partum. L'eziologia è sconosciuta ed è caratterizzata dalla comparsa di attacchi convulsivi che possono evolvere fino al coma in donne che presentano ipertensione, edema e albuminuria (preeclampsia). Si può avere aborto a causa di danni vascolari a livello placentare determinati dalla preeclampsia. L'eclampsia pleurica è un incidente che può manifestarsi durante la pleurocentesi con convulsioni, cianosi e sincope; è attribuita a embolia cerebrale. L'eclampsia uremica si manifesta con crisi convulsive nel corso dell'insufficienza renale, con iperazotemia e ipertensione. § L'eclampsia puerperale si riscontra non di rado nelle cagne, nelle cavalle e nelle scrofe. Il decorso è di solito benigno.