edèma o èdema

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Descrizione generale

sm. (pl. -i) [sec. XVII; greco óidēma-atos, gonfiore]. Condizione patologica caratterizzata dall'accumulo di liquidi negli spazi interstiziali dei tessuti e nelle cavità sierose. Si distinguono gli interstiziali localizzati (edema polmonare, edema cerebrale, edema palpebrale o blefaredema, edema angioneurotico, ecc.), e l' generalizzato (anasarca), che interessa tutto l'organismo. Negli edemi generalizzati è caratteristico l'accumulo di liquido dove sono maggiori la distensibilità dei tessuti (palpebre) e l'azione della forza di gravità (arti inferiori, parti declivi nei degenti a letto). L'edema può essere recente e allora la consistenza è molle, o può essere cronico con consistenza dura. La compressione digitale delle zone edematose lascia un'impronta infossata (fovea) dovuta allo spostamento del liquido dalla zona compressa alle zone circostanti. Anche gli edemi delle cavità sierose (più propriamente detti versamenti) possono comparire in un singolo territorio, per esempio pleure (idrotorace), peritoneo (ascite), vaginale del testicolo (idrocele), cavità articolari (idrartro), spazi meningei (idrocefalo), ecc., oppure interessare contemporaneamente tutte le cavità sierose (idrope generalizzato). Il liquido edematoso, detto trasudato, è di origine plasmatica; la sua composizione differisce da quella del plasma soltanto per una più bassa concentrazione di proteine. La quantità di trasudato che si accumula nei tessuti varia notevolmente in rapporto al tipo di edema e alla costituzione individuale, potendo raggiungere, nel caso di idropi o di anasarca, anche il valore di molti litri.

Medicina: formazione degli edemi

Le malattie più frequentemente caratterizzate dalla formazione di edemi sono le malattie cardiovascolari, renali e allergiche, le malattie del sangue e del fegato, le intossicazioni esogene ed endogene, i processi infiammatori e quelli ostruttivi dei vasi sanguigni e linfatici, le lesioni organiche da agenti fisici (ustioni, lesioni da corrente elettrica, congelamenti, ecc.). In tali circostanze può stabilirsi un'alterazione degli scambi idrici tra sangue e tessuti, in particolare degli scambi che avvengono attraverso la parete dei capillari tra le due componenti del liquido extracellulare: la componente intravasale (plasma) e quella interstiziale. Liquidi interstiziali e plasma differiscono unicamente per la diversa concentrazione proteica, mantenuta grazie all'impermeabilità della parete capillare alle proteine. Il plasma contiene più proteine del liquido interstiziale e, in condizioni normali, esiste pertanto una differenza di pressione osmotica (o pressione oncotica) dell'ordine di ca. 25 mm di Hg. Secondo l'ipotesi di Starling, gli scambi idrici transcapillari dipendono dall'interazione di quattro forze: due (pressione idrostatica del sangue nel capillare e pressione osmotica del liquido interstiziale) tendenti a spingere acqua fuori dal vaso e due (pressione oncotica dovuta alle proteine del plasma e pressione idrostatica del tessuto, cioè del liquido interstiziale) tendenti a trattenerla all'interno. In condizioni normali, tali forze si compongono provocando uscita di acqua (filtrazione) al capo arteriolare del capillare e riassorbimento di acqua al capo venulare. Oltre che agli scambi transcapillari, l'equilibrio tra la componente intravasale e quella interstiziale del compartimento extracellulare è affidato ai capillari linfatici che drenano il liquido interstiziale riportandone una parte nei vasi. Quando alterazioni anche modeste dei meccanismi descritti favoriscono il passaggio dei liquidi dai vasi agli spazi interstiziali si ha la formazione dell'edema, i cui principali moventi patogenetici si possono così riassumere: aumento della pressione idrostatica del sangue nei capillari, fenomeno tipicamente dovuto a compressione od ostruzione di un tratto venoso (per esempio, tromboflebiti), a ipertensione venosa (varici, ipertensione portale), a scompenso cardiaco congestizio, ecc.; ridotta pressione oncotica del plasma, che porta alla formazione di edemi quando la concentrazione plasmatica delle albumine scende al di sotto di 2,5%: può verificarsi per una ridotta sintesi di proteine (cirrosi epatica, gravi stati iponutrizionali, epatopatie tossiche), o per forti perdite urinarie di albumine (malattie renali, tossiemia gravidica); aumento della permeabilità capillare, che provoca la fuoruscita di proteine plasmatiche e quindi riduzione della pressione oncotica del plasma (fenomeno tipico degli stati infiammatori e delle allergie); ostruzione dei vasi linfatici a opera di parassiti o compressione degli stessi in seguito a processi infiammatori e neoplastici. L'edema cerebrale, che rappresenta una forma di edema localizzato, riconosce moventi causali diversi, nonché differenti meccanismi patogenetici. Le condizioni che più frequentemente inducono un edema cerebrale sono i processi infiammatori (in particolare quelli suppurativi), le contusioni e i traumi cranici, gli infarti e le emorragie cerebrali (ictus cerebrale), i tumori cerebrali. A parte l'evenienza della contusione generalizzata dell'intero encefalo, l'edema cerebrale ha in genere un carattere distrettuale in funzione della causa che l'ha determinato, potendo peraltro interessare anche tutto un emisfero. Si tratta in ogni caso di una lesione occupante spazio, che comporta l'appiattimento delle circonvoluzioni cerebrali e di conseguenza una sofferenza delle zone nervose interessate dal processo. La tumefazione edematosa di un emisfero cerebrale può provocare la compressione dell'emisfero opposto, e lo stesso accumulo di liquido, anche se solo distrettuale, può comprimere i vasi sanguigni con conseguenti turbe circolatorie ischemiche e ipossiche. Ovviamente le suddette turbe possono a loro volta aggravare il quadro con successivo maggiore deficit della funzione cerebrale. Per quanto riguarda l'edema generalizzato, ricerche recenti hanno dimostrato che gran parte dei liquidi deriva da un processo di ritenzione renale di acqua e di sodio. Allorché comincia a formarsi un edema generalizzato il volume plasmatico diminuisce (ipovolemia); intervengono quindi i meccanismi di regolazione neuroendocrina del volume dei liquidi extracellulari con secrezione di ormone antidiuretico (ADH) e di aldosterone. Pertanto sodio e acqua vengono riassorbiti in maggiore quantità dal rene e immessi nei vasi per ristabilire il volume della massa sanguigna circolante. Tuttavia, permanendo la causa primitiva dell'edema, il liquido che man mano rientra nei vasi passa nel compartimento interstiziale aggravando lo stato edematoso. Pertanto, all'origine degli edemi generalizzati vi sono due fattori complementari: il primo, determinante, altera l'equilibrio idrico transcapillare e provoca la formazione dell'edema, il secondo provvede ad alimentarlo attraverso la ritenzione fisiologica di acqua e di sodio.

Medicina: tipi di edema

L'edema polmonare, l'edema cardiaco e l'edema del neonato. L'edema polmonare viene determinato da stasi della circolazione sanguigna dei polmoni con trasudazione sierosa negli alveoli; può manifestarsi in forma acuta per insufficienza acuta del ventricolo sinistro (scompenso del cuore sinistro), per inalazione di gas tossici, per svuotamento troppo rapido di versamenti pleurici, per avvelenamento da morfina o da barbiturici; in forma cronica quando si instauri un ostacolo al deflusso sanguigno per stenosi mitralica o per insufficienza miocardica globale, oppure quando esistano alterazioni croniche della crasi ematica (uremia). La sintomatologia della forma acuta è caratterizzata da improvvisa e grave dispnea, da cianosi delle mucose con pallore cutaneo, da tosse con escreato schiumoso, ortopnea, ipofonesi diffusa, fremito vocale tattile diminuito, rantoli a piccole, medie e grosse bolle, talora anche rantolo tracheale, aspetto angoscioso. Nella forma cronica si ha insidiosa e progressiva dispnea, spesso dispnea asmatiforme, e ortopnea, cianosi, tosse quasi continua, escreato schiumoso talora striato di sangue, ipofonesi prima basilare con rantoli piccoli e medi poi invadente i lobi superiori. La prognosi nelle due forme è sempre riservata in relazione ai fattori causali. Se lo scompenso cardiocircolatorio riguarda soltanto il cuore destro (scompenso del cuore destro) l'edema si manifesta a carico degli arti inferiori, della regione sacrale, del fegato, ecc.; se lo scompenso si estende alle due sezioni del cuore (destra e sinistra) l'edema può divenire generalizzato ed essere accompagnato da imponenti versamenti (idrotorace e ascite). La patogenesi è legata a fattori meccanici conseguenti alla stasi venosa, alla ritenzione idrica e di sodio, all'ipoprotidemia, alla compromissione funzionale delle pareti dei capillari dovuta all'anossia. L'edema del neonato può instaurarsi alle estremità inferiori, ai genitali esterni femminili, ecc., in rapporto a disturbi di ritenzione e di eliminazione idrica, dipendenti da alterato ricambio salino; rimane tuttavia quasi sempre circoscritto e ha decorso favorevole. Tra le altre forme da citare sono anche l'edema a mantellina, tipico nelle difficoltà di scarico della vena cava superiore nell'atrio destro, come nelle sindromi mediastiniche. È localizzato ai due arti superiori, alla parte superiore del torace, al collo e al volto, è associato a cianosi del capo, del collo e degli arti superiori; l'edema di Quincke, edema molle e fugace del volto che si associa a prurito e manifestazioni iperemico-orticarioidi. È dovuto a una reazione allergica ed è scatenato dall'improvvisa liberazione di sostanze vasoattive come l'istamina.

Veterinaria

Edema maligno, malattia infettiva causata da Batteri del genere Clostridium. Colpisce equini, bovini, ovini e suini. Il germe, penetrato nel connettivo sottocutaneo attraverso profonde ferite, elabora in anaerobiosi tossine che determinano necrosi delle cellule con produzione di gas. Attorno alla ferita compare un tumore edematoso; l'animale è prostrato e presenta ipertermia, diarrea, dispnea e cianosi delle mucose. Raramente la malattia è benigna; la morte sopravviene dopo 1-3 giorni. § Malattia degli edemi del suino: colpisce i soggetti specialmente in giovane età ed è causata da carenze proteiche o vitaminiche, intossicazioni alimentari, cibi contenenti elevate quantità di acqua. È caratterizzata da edema alle orecchie, alle palpebre, al muso. All'autopsia si nota un edema dell'area cardiaca, dello stomaco, del laringe. La malattia, molto contagiosa, evolve rapidamente determinando mancanza di appetito, prostrazione e diarrea. Non esiste una terapia specifica.

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