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elèttro

sm. [sec. XIV; dal latino electrum, che risale al greco ḗlectron, ambra e lega d'oro e d'argento].

1) Lett., ambra gialla.

2) Lega d'oro e d'argento che nell'antichità si rinveniva allo stato naturale nelle sabbie di alcuni fiumi della Lidia, specialmente nel Pactolo. L'elettro fu molto usato nella monetazione arcaica greca, di cui costituì l'unico componente metallico per le serie della Lidia fino a Creso e per le colonie greche dell'Asia Minore. Monete in elettro furono coniate anche da Cartagine nei sec. IV-III a. C. e in epoca romana dai re del Bosforo. In elettro vennero eseguiti anche molti oggetti di oreficeria greca ed etrusca.

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