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elamita

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Lessico

sm. e f. (pl. m. -i). Abitante dell'Elam; la lingua dell'Elam.

Linguistica

Antica lingua della regione dell'Elam (a oriente del basso corso del Tigri, con capitale Susa), l'elamita non è affine né al sumerico, né all'accadico, né al persiano antico. La fase più antica è quella del proto-elamita, attestata da documenti del III millennio a. C. scritti in un alfabeto geroglifico non ancora ben decifrato. Segue la fase del medio-elamita, rappresentata da iscrizioni di sovrani e da altre epigrafi di carattere religioso e privato in alfabeto cuneiforme, che si estendono dal sec. XIII al VII a. C. La fase più recente (neo-elamita) è quella delle iscrizioni cuneiformi bilingui e trilingui dei sovrani achemenidi, redatte anche in persiano antico e in accadico.

Arte

I primi documenti artistici della civiltà elamita risalgono al IV e III millennio a. C.: figurine in terracotta, sigilli e un tipo distintivo di ceramica a decorazione geometrica. Significativa appare la glittica, che manifesta nelle scelte tematiche e iconografiche l'apporto culturale mesopotamico, giustificato, per i periodi più antichi, dal predominio politico che gli imperi di Akkad e di Ur esercitarono su questa regione. È solo con il II millennio a. C. che i dinasti locali riacquistarono l'indipendenza, esercitando un limitato potere sulla regione; le poche attestazioni artistiche di questo periodo, detto paleo-elamita, documentano una metallurgia avanzata: nelle coppe con raffigurazioni animalesche si rivela un'originale vivacità d'osservazione. Il periodo di massima fioritura artistica (medio-elamita, ca. sec. XIII a. C.) è documentato dai monumentali resti di Dur Unthas (odierna Choga Zanbil) e Susa: le opere di migliore fattura sono costituite dalla statua in bronzo della regina Napir-Asu (Parigi, Louvre), da figurine in oro e argento e da un rilievo con figure di divinità. L'arte neo-elamita continua le precedenti tradizioni d'ispirazione mesopotamica, palesi nella decorazione di alcuni vasi in faïence e in situle bronzee sbalzate.