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elettrocardiogramma

sm. (pl. -i) [sec. XX; elettro-+cardiogramma]. Il termine (usato in forma abbreviata con ECG) indica il tracciato che si ottiene mediante l'elettrocardiografia. L'elettrocardiogramma è un mezzo diagnostico che consente la registrazione grafica delle variazioni delle correnti elettriche cardiache. Consiste nell'applicare ai quattro arti e alla superficie toracica degli elettrodi collegati a un elettrocardiografo. Il grafico così ottenuto, cioè l'elettrocardiogramma, è costituito da una serie di deflessioni, alcune dirette verso l'alto (positive), altre dirette verso il basso (negative). Il ciclo cardiaco registrato dal tracciato elettrocardiografico inizia con un'onda P, di solito positiva (cioè rivolta superiormente rispetto alla linea isoelettrica), che corrisponde all'attivazione degli atri; segue una breve linea che si inflette nell'onda negativa Q; a questa segue l'onda R, positiva, poi l'onda negativa S cui fa seguito un modesto intervallo lineare, il tratto S-T; infine l'onda T, positiva o negativa a seconda delle derivazioni. L'insieme delle onde Q, R, S, T costituisce il complesso ventricolare che esprime lo stato di eccitamento del miocardio ventricolare. Dopo l'onda T si osserva talvolta un'onda U. A questa segue un tratto orizzontale che corrisponde al periodo in cui il cuore si trova in diastole. La durata dell'onda P in condizioni normali è di 0,06-0,12 s, quella dell'intervallo P-Q di 0,12-0,20, quella del complesso QRS 0,06-0,09 s. Al fine di poter valutare l'intera attività elettrica del cuore, gli elettrodi cutanei vengono disposti in modo tale da ottenere 12 derivazioni (6 periferiche e 6 precordiali). Le 6 derivazioni periferiche sono denominate D1, D2, D3, aVR, aVL e aVF, mentre le 6 precordiali V1,V2, V3, V4, V5 e V6. Ovviamente è possibile registrare numerose altre derivazioni, ma le 12 suddette sono definite standard in quanto rappresentano di gran lunga quelle più utilizzate e in grado di fornire le maggiori informazioni al cardiologo. L'elettrocardiogramma è un esame non invasivo, poco costoso, che può essere eseguito sia a scopo preventivo sia diagnostico (studio di aritmie, blocchi cardiaci, ischemia, infarto, ecc.).

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