elioscòpio

sm. [sec. XIX; elio-+-scopio].

1) Dispositivo per l'osservazione diretta del Sole, costruito in modo da ridurre l'intensità della luce solare senza ridurre il potere risolutivo del telescopio cui è applicato. I dispositivi più semplici (ma meno sicuri) sono costituiti da filtri molto densi in vetro colorato, trattati in modo da arrestare l'infrarosso termico: tali filtri vanno applicati alla pupilla d'uscita dell'oculare. Un sistema preferibile, che non altera la tonalità cromatica dell'immagine, è l'oculare di Herschel il quale, attraverso riflessioni multiple su lastrine di vetro trasparente, riduce opportunamente lo splendore dell'immagine focale. Dispositivi più raffinati sono quelli basati sull'oculare di Colzi (conosciuto anche come oculare elioscopico Zeiss) nel quale gran parte del flusso luminoso e calorifico sfugge attraverso un blocco ottico consistente in un prisma a riflessione totale e un bagno di olio di vaselina. Altri sistemi elioscopici controllano la quantità di luce mediante polarizzatori rotanti.

2) In geodesia e topografia, strumentazione che, utilizzando la riflessione della luce solare, consente l'invio di un raggio luminoso verso il punto di stazione al fine di consentire la collimazione nel caso di lunghe visuali o in presenza di condizioni di visibilità non ottimali. Il tipo più completo è l'elioscopio a cannocchiale, costituito da un cannocchiale collimatore sul quale sono montati in corrispondenza dell'oculare uno specchietto forato al centro, e in prossimità dell'obiettivo un tubicino munito di reticolo, in modo che la congiungente tra centro del reticolo e foro dello specchio sia parallela all'asse di collimazione del cannocchiale. L'elioscopio viene generalmente collocato “fuori centro” per consentire osservazioni contemporanee e in posizione tale da essere utilizzabile sia al mattino sia al pomeriggio (la qual cosa non è sempre facile da realizzare). I punti di stazione dell'elioscopio devono essere temporaneamente materializzati per consentire la rioccupazione della stazione e la verifica degli elementi di riduzione al centro in caso di necessità. Una volta puntato correttamente l'elioscopio verso la stazione di misura, questa riceve il raggio di luce riflessa che appare all'operatore come un punto luminoso. L'invio del raggio di luce dovrà essere costantemente sorvegliato e la posizione dello specchio dovrà essere corretta ogni due minuti circa per compensare l'effetto di rotazione terrestre e mantenere il raggio luminoso nella direzione voluta. L'elioscopio viene usato solo se abbinato a un teodolite. In caso di impiego di distanziometri e di geodimetri si utilizzano i prismi risponditori.

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