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emisfèro

(anticamente emispèro), sm. [sec. XIV; dal greco hēmispháirion]. Ciascuna delle due parti, fra loro uguali, in cui può essere divisa una sfera con un piano passante per il suo centro, e quindi per un suo cerchio massimo. In particolare: A) In astronomia, ciascuna delle due metà in cui l'equatore celeste divide la sfera celeste: quella contenente il Polo Sud celeste è detta emisfero celeste australe e quella contenente il Polo Nord emisfero celeste boreale. B) In meccanica, emisfero di Magdeburgo, nome dato al dispositivo usato nell'esperimento eseguito da O. von Guericke per provare l'esistenza della pressione atmosferica. Si tratta di due emisferi cavi, flangiati e accostati, i quali presentano una resistenza grandissima alla loro separazione, quando sia stata tolta l'aria dalla sfera cava che essi formano. C) In anatomia, emisfero cerebellare, ciascuna delle due masse laterali e simmetriche del cervelletto; emisfero cerebrale, ciascuna delle due formazioni simmetriche di sostanza nervosa, tra loro separate dalla scissura sagittale, ma unite alla base dal corpo calloso, che costituiscono la massa principale del cervello. Nelle prime fasi dello sviluppo cerebrale uno dei due emisferi, per motivi non perfettamente noti, assume un ruolo per così dire di comando, relativamente al controlaterale ed è detto per questo emisfero dominante: in genere nei destrimani è dominante l'emisfero sinistro (che controlla la metà destra del corpo).