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emoglobinùria

sf. [sec. XX; da emoglobina+-uria]. Presenza di emoglobina libera nelle urine le quali acquistano un colore variabile dal rosa al bruno. L'emoglobinuria è sostenuta dall'instaurarsi di un'emoglobinemia in seguito a emolisi endovasale. Può verificarsi nelle anemie emolitiche, nel favismo, negli incidenti trasfusionali da incompatibilità di gruppo sanguigno. Vi sono poi malattie o sindromi in cui l'emoglobinuria rappresenta il sintomo principale: l' parossistica notturna o sindrome di Marchiafava-Micheli, dovuta a emolisi provocata da un'insolita suscettibilità a un fattore proinfiammatorio del complemento, su base genetica. L'attacco, che si manifesta con emoglobinuria notturna, può essere scatenato da infezioni o somministrazione di farmaci. Il trattamento di scelta è a base di cortisonici; l' parossistica a frigore o sindrome di Donath-Landsteiner è provocata da una emolisina, sostanza che scioglie i globuli rossi, attivata dal freddo. Lo stimolo può anche essere limitato (come l'esposizione delle sole mani a basse temperature); l'origine è autoimmune e la terapia si basa su farmaci immunosoppressori e sull'evitare l'esposizione al freddo. § L'emoglobinuria parossistica è una malattia che colpisce i cavalli durante l'inverno e nel periodo più freddo. Allorché gli animali sono sottoposti a fatiche prolungate si osserva una minzione di color caffè più o meno intenso; inoltre presentano rigidità al treno posteriore, sudorazione e barcollamento. Il polso è frequente, il respiro affannoso, la muscolatura del dorso e della coscia è rigida e dolente. L'urina è emessa con difficoltà, si possono verificare anche complicazioni broncopolmonari e paralisi.