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entomologìa

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Descrizione generale

sf. [sec. XVIII; entomo-+-logia]. Sezione della zoologia che si occupa dello studio degli Insetti; si suddivide in entomologia generale, che tratta la morfologia, l'anatomia e la biologia degli Insetti nel loro insieme, e in entomologia speciale o sistematica, che si occupa della descrizione e classificazione delle singole specie . Relativamente ai rapporti tra Insetti e uomo si distinguono poi l'entomologia agraria, che studia le specie dannose alle piante coltivate, i loro simbionti nonché i mezzi atti a proteggere le colture e le derrate immagazzinate, e l'entomologia medica, che si occupa delle specie direttamente o indirettamente dannose all'uomo.

Cenni storici

Le prime informazioni sufficientemente accurate riguardanti gli Insetti risalgono alla Storia degli animali di Aristotele. Esse furono riprese e variamente rielaborate da scrittori della latinità, tra i quali Plinio il Vecchio, e successivamente da autori medievali e rinascimentali, quali il tedesco K. von Gesner e l'italiano U. Aldrovandi. Gli inizi della moderna entomologia vanno individuati nelle opere di J. Goedart e di F. Redi, i quali basarono le proprie affermazioni esclusivamente su osservazioni ed esperienze personali. Nel sec. XVII e, ancor più, nel XVIII, l'interesse per lo studio dell'entomologia andò intensificandosi: ricerche sull'anatomia degli Insetti furono effettuate da M. Malpighi; sulle loro metamorfosi da J. Swammerdam; vasta risonanza ebbe l'opera in sei volumi Mémoires pour servir à l'histoire naturelle et à l'anatomie des insectes di R. A. de Réamour, in cui si dava inizio allo studio sull'ecologia e sui costumi di un gran numero di specie. Decisivo, per l'accumulo del patrimonio conoscitivo sugli Insetti, fu il sec. XIX. Aperta dal grande sistematico P. A. Latreille, l'epoca d'oro dell'entomologia fu contraddistinta da opere dedicate all'indagine approfondita di singoli gruppi di Insetti oltre che a studi anatomici, istologici e embriologici. In questo periodo trovano anche particolare sviluppo le ricerche sulle società degli Insetti: fondamentali furono i lavori di F. e P. Huber sulle formiche e sulle api nonché l'opera di H. FabreSouvenirs entomologiques, nella quale il naturalista francese trascrisse il risultato delle sue pluridecennali osservazioni ed esperienze. Nella seconda metà del sec. XIX, e più ancora nel XX, gli studi entomologici sono andati assumendo un carattere decisamente applicativo a causa della forte influenza che gli Insetti, direttamente o indirettamente, esercitano sull'uomo. Tra i numerosi studiosi di entomologia applicata, ci si limiterà a indicarne alcuni italiani: Achille Costa, che tra i primi studiò gli insetti dannosi alle colture; Adolfo Targioni-Tozzetti, fondatore della Stazione Sperimentale di Entomologia Agraria di Firenze; Antonio Berlese, sostenitore dell'importanza della lotta biologica nel controllo degli insetti nocivi; F. Silvestri, autore di fondamentali ricerche sulla morfologia e biologia di insetti dannosi all'agricoltura; G. Grandi, ricercatore di fama mondiale, studioso di morfologia e di etologia di insetti diversi.

Bibliografia

M. Rockstein, The Physiology of Insecta, New York-Londra, 1964-65; V. B. Wigglesworth, The Life of Insects, Londra, 1964; G. Grandi, Istituzioni di Entomologia generale, Bologna, 1966; G. Scortecci, Insetti, Milano, 1968; M. Chinery, Guida degli insetti d'Europa, Padova, 1988.