epidermofizìa

sf. [da epidermide+ -fito]. Qualsiasi dermatite parassitaria infettiva sostenuta da Miceti che fa parte del gruppo delle epidermomicosi. L'epidermofizia inguinale (detta anche eczema marginato di Hebra) è caratterizzata da chiazze eritemato-squamose, pruriginose, a volte multiple, con contorno netto, tondeggianti, di colore rosso vivo, a espansione centrifuga e confluente, con margini festonati coperti di microvescicole; le sedi elettive dove generalmente si manifestano, sono le pieghe inguino-scrotali e la superficie interna delle cosce, ma può estendersi al pube, all'ombelico, al perineo e alle pieghe cutanee; ha decorso cronicizzante con riacutizzazioni stagionali. È sostenuta dall'Epidermophyton inguinale. L'epidermofizia interdigitale (o piede d'atleta) provoca macerazione, erosione, desquamazione, ragadi tra le dita con espansione e vescicolazione pruriginosa e dolorosa; colpisce più di frequente le dita dei piedi con diffusione alla pianta e al dorso e ha un decorso cronico con recidive nella stagione calda. È dovuta ad alcune varietà di Trichophyton, di Epidermophyton, o allo Ctenomyces pedis. Inizialmente è stata osservata nei paesi tropicali, in seguito in Europa soprattutto tra gli sportivi e i militari. La terapia delle epidermofizie prevede applicazioni locali di permanganato potassico, alcol iodato e antimicotici.