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epiteliòma

sm. (pl. -i) [sec. XIX; da epitelio+-oma]. Neoplasia originata dagli epiteli di rivestimento della cute e delle mucose. Rispetto alla morfologia istologica si distinguono un epitelioma a cellule squamose o spinocellulare e un epitelioma a cellule cilindriche o basocellulare. Il primo trae origine dagli epiteli piatti stratificati della cute (viso, collo, arti superiori, genitali esterni), di alcune mucose (bocca, faringe, esofago, corde vocali, vagina, portio uterina, uretra), e da quelli di transizione delle vie urinarie (bacinetto renale, ureteri, vescica); talora si sviluppa da isole metastatiche di epitelio piatto della cistifellea, dei bronchi e dello stomaco. Può assumere aspetto nodulare (placca dura con precoci ulcerazioni), papillare (rilievi moriformi con ulcerazioni superficiali), scirroso (consistenza dura e andamento infiltrante). Le metastasi più frequenti sono a livello delle linfoghiandole regionali, rara è la diffusione per via ematica. Spesso l'epitelioma insorge su focolai di radiodermite o nella zona d'impianto di un precedente papilloma (vescica). Gli epiteliomi a cellule cilindriche traggono origine dagli epiteli cilindrici di rivestimento di alcune mucose, quali quella gastrica, intestinale, uterina, nasale, tubarica, laringea, tracheale, bronchiale e salpingea. La neoformazione può assumere un aspetto infiltrante ulcerato, oppure papillare o villoso. Le ulcerazioni si complicano sovente per la sovrapposizione di fenomeni infettivi, necrotici ed emorragici. Quasi sempre si ha la precoce invasione dei vasi sanguigni e linfatici regionali da parte di zaffi neoplastici. L'epitelioma bronchiale è tra i più frequenti di questi tumori; colpisce di preferenza il sesso maschile tra i 40 e i 60 anni e può presentarsi macroscopicamente con caratteri assai vari. La diagnosi degli epiteliomi si basa esclusivamente sull'esame istologico. La terapia è chirurgica, poi integrata con applicazioni di raggi X.

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