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esattóre

sm. (f. -trice) [sec. XIV; dal latino exactor-ōris].

1) Concessionario di pubblico servizio che assume l'appalto per la riscossione delle imposte dirette e di altre entrate pubbliche. L'esattore, fino al momento in cui non si è perfezionato il riordinamento del servizio nazionale della riscossione, era tenuto a versare allo Stato l'intero ammontare dell'imposta quale risultava dai ruoli esattoriali, salvo il diritto di agire in via esecutiva contro i contribuenti morosi (seguendo il cosiddetto “principio del non riscosso per riscosso”). Con la riforma, avviata nel 1998 (legge 28 settembre 1998, n. 337), attuata nel 1999 (decreti legislativi 22 febbraio 1999, n. 37, 26 febbraio 1999, n. 46 e 13 aprile 1999, n. 112) e perfezionata nel 2001 (decreto legislativo 27 aprile 2001, n. 193) sono state abrogate le precedenti disposizioni che imponevano ai concessionari della riscossione l'obbligo del non riscosso come riscosso e pertanto dall'esattore devono essere riversate alle casse dello Stato le somme effettivamente percepite.

2) Chi riscuote danaro per conto di un ente pubblico, di un'azienda o di un privato.

3) Per estensione, ant., anche come agg., che esige qualche cosa come dovutogli: “esattori... di affetto” (Muratori).