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estinzióne (biologia)

processo che conduce alla scomparsa di specie animali e vegetali, che si verifica a causa di rapporti estremi di competizione biologica o di condizioni naturali avverse. I meccanismi di estinzione sono vari, ma possono essere distinti in: diretti (predazione incontrollata e sterminio di specie allo stato adulto, irrazionale sfruttamento di uova, nidiate, ecc.) e indiretti (alterazione o distruzione dell'habitat, disboscamenti, bonifiche di paludi, scomparsa della vegetazione originaria, inquinamenti, epidemie, introduzione di specie animali distruttrici o maggiormente favorite dalla selezione naturale). Ovviamente, le specie a scarsa prolificità e a più elevato grado di specializzazione sono destinate a una scomparsa graduale più o meno rapida; prendono allora il sopravvento specie dotate di maggiori capacità riproduttive e minori esigenze adattative.Per quanto riguarda la paleontologia, quando si parla di estinzione bisogna distinguere il livello tassonomico a cui ci si riferisce. Ogni specie si estingue in un arco di tempo geologicamente piuttosto breve, e ciò è considerato un fatto che rientra nell'ordine naturale delle cose; non così avviene della famiglia o dell'ordine a cui questa specie appartiene o, addirittura delle classi o del tipo. Le estinzioni che interessano maggiormente la paleontologia sono quelle che riguardano proprio la scomparsa di interi piani organizzativi. Nel corso della storia della vita sulla Terra si sono succeduti diversi momenti di estinzione di massa; tra i più importanti si possono elencare: A) La fine del Cambriano, con l'imponente estinzione (unica nella storia) di diversi tipi (Archeociati, e otto nuovi tipi scoperti con lo studio della fauna cambriana di Burgess Shale ma non ancora codificati); B) la fine del Permiano, con la scomparsa di classi e ordini importanti come i Fusulinidi tra i Foraminiferi, i Tetracoralli e i Tabulati tra i Celenterati, i Cistoporati, i Trepostomati e i Criptostomati tra i Briozoi, gli Ortidi e i Dictionellidi tra i Brachiopodi, i Rostroconchi e i Bactritoidi tra i Molluschi, i Blastoidi tra gli Echinodermi, le Trilobiti tra gli Artropodi; C) la fine del Cretaceo, forse il momento di estinzione di massa più famoso, dovuto alla scomparsa del grande gruppo dei rettili Arcosauri (Dinosauri), ma anche alla scomparsa delle Ammoniti, delle Belemniti e delle Rudiste tra i Molluschi, e del gruppo delle Globotruncane tra i Foraminiferi planctonici. La maggior parte dei tentativi di spiegazione delle cause di queste estinzioni di massa si riferisce a casi particolari e non al fenomeno generale (per esempio esplosione di una supernova, aumento delle radiazioni solari, modificazioni del chimismo dell'atmosfera e degli oceani). I paleontologi ripongono molte speranze sull'ipotesi di importanti modificazioni paleogeografiche (e quindi ambientali) legate alla dinamica delle placche litosferiche. Per le estinzioni di epoca storica una grande responsabilità spetta all'uomo. Si calcola, per esempio, che l'uomo sia il responsabile della totale scomparsa di almeno 133 specie di Mammiferi e Uccelli a partire dalla metà del sec. XVII e il numero delle forme animali estinte è in stretto rapporto con l'aumento della popolazione umana sulla Terra. "Per i grafici A e B vedi il lemma dell'8° volume." Tra i più noti esempi di uccelli estinti in tempi storici si ricordano il dodo e la colomba migratrice. Lo sterminio del dodo (Raphus cucullatus), grosso uccello dell'isola Mauritius, inetto al volo e di scarsissima prolificità, fu avviato dai marinai portoghesi e olandesi approdati per rifornirsi di cibo sull'isola e fu completato verso il 1680 con l'introduzione incontrollata a Mauritius di cani, ratti e maiali che ne distrussero adulti e uova. La colomba migratrice (Ectopistes migratorius), tipica dell'America Settentrionale e tanto abbondante da oscurare il cielo coi suoi stormi giganteschi, fu pure annientata dalla caccia illimitata. La specie cessò di esistere allo stato selvatico nel 1899 e l'ultimo esemplare morì in cattività nel 1914.